09 settembre 2020 16:54

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una ventinovenne eterosessuale della Pennsylvania. La mia domanda è sul tema del consenso al soffocamento. Negli ultimi sei mesi mi è capitato due volte che tentassero di soffocarmi senza permesso. La prima volta mi sono messa a tossire, ma durante il rapporto lui ci ha riprovato. Sono rimasta così spiazzata che non ho detto nulla fino al mattino dopo. Poi gli ho spiegato che quella cosa non mi andava bene, e che era troppo. La seconda volta ho fatto no con la testa appena mi ha messo le mani al collo, e si è fermato all’istante. Gli ho detto: “Cazzo, mi hai spaventato!”. Si è scusato per lo spavento e ha promesso di non rifarlo. La mia domanda è: perché la gente lo fa? Il fatto che mi sia successo due volte in poco tempo mi ha un po’ scioccato. E come bisogna comportarsi quando succede? Cosa devo fare con chi ci prova?

– Concerned Hetero Over Kinky Entitled Dumbasses

“Piacerebbe anche a me sapere come mai il soffocamento è diventato così diffuso”, dice la dottoressa Debby Herbenick. “Perché lo è, specie tra i giovani adulti”. Herbenick è docente alla Indiana university school of public health e autrice di numerosi libri su sessualità e piacere. È anche la principale responsabile di uno studio pubblicato all’inizio del 2020 sul Journal of Sexual Medicine, CHOKED, studio che ha come oggetto i comportamenti che hai incontrato tu: gente che ama sculacciare, soffocare, avere rapporti orali violenti (il cosiddetto face fucking) eccetera. Se in alcuni casi il consenso c’è, molto spesso non è così. “Abbiamo scoperto che il 21 per cento delle donne aveva subìto tentativi di soffocamento durante il sesso, così come l’11 per cento degli uomini”, spiega la dottoressa. “Non solo: il 20 per cento degli uomini e il 12 per cento delle donne aveva fatto lo stesso a un partner. Ma il soffocamento sessuale è risultato molto più comune nella fascia 18-29 anni – lì le donne che dicevano di aver subìto un tentativo di soffocamento sfioravano il 40 per cento – il che ci porta a ritenere che negli Stati Uniti la tendenza sia profondamente cambiata, probabilmente nel corso degli ultimi dieci-vent’anni anni”.

Fra i vari gruppi di “soffocatori”, CHOKED, quello più consistente era quello degli uomini che soffocano donne, seguiti dagli uomini che soffocano uomini, dalle donne che soffocano donne e dalle persone trans e non binarie che soffocano e vengono soffocate. Gli uomini eterosessuali, come forse prevedibile, risultavano i meno inclini ad ammettere di aver subìto un soffocamento durante un rapporto. I soggetti trans e non binari dichiaravano con più frequenza che il partner, prima, aveva chiesto il loro consenso, ma dallo studio emerge una forte incidenza di soffocamenti non consensuali.

Come ci siamo arrivati? “Probabilmente con il porno”, risponde la dottoressa Herbenick. “Molte persone appassionate di soffocamento, abbiamo scoperto, dicono di essere cresciute guardando porno che conteneva atti di soffocamento, e in un paese dove la pornografia ha sostituto l’educazione sessuale e il dialogo familiare sul sesso, ci sono giovani che riproducono quel che vedono nel porno”.

Alcuni – perlopiù maschi – lo fanno perché pensano che l’altra persona lo desideri o se lo aspetti. Lo abbiamo visto sullo schermo in un episodio di Euphoria, la splendida serie Hbo su un gruppo di liceali dove un ragazzo, durante i primi approcci sessuali a una festa, di colpo tenta di soffocare una ragazza. Lei si spaventa e non capisce – pensava di piacergli – e lui le risponde che gli piace eccome: le ha stretto la gola perché pensava apprezzasse, non per farle male o spaventarla. Lei, pur scossa, gli chiarisce che prima deve chiedere il permesso.

Essere soffocati all’improvviso da un partner sessuale fa molta paura. Alla domanda se gli fosse mai capitato di aver paura durante il sesso, molte donne intervistate da Herbenick per un altro studio hanno risposto di aver subìto soffocamenti non consensuali. Se anche ti piacesse essere soffocata, CHOKED, e non ti piace, sentirsi soffocare all’improvviso da un partner appena conosciuto fa paura comunque. Perché chi tenta di soffocarti senza chiedere il permesso sta sostanzialmente – chiaramente – dicendo che la sua capacità di giudizio è una merda (e non gli è venuto in mente di chiederti il permesso) o che è una persona di merda (e il tuo consenso non le interessa).

“Non sono di quelle che ritengono necessario un consenso esplicito per ogni abbraccio, bacio o carezza sul petto”, dice la dottoressa Herbenick. “So bene che le richieste sessuali possono essere formulate in modo sia verbale sia non verbale, e in una serie di altre sfumature. Ma non si può soffocare un’altra persona senza un esplicito consenso verbale”.

Il che vale doppiamente/triplamente/all’infinito per le pratiche sessuali aggressive e/o ad alto rischio, non solo il soffocamento.

“Perché soffocare una persona è realmente rischioso”, aggiunge la dottoressa Herbenick. “Lo chiamano soffocamento, ma la pressione esercitata sul collo dall’esterno – con mani, corde o cravatte – è tecnicamente uno strangolamento. In rari casi, il soffocamento/strangolamento può provocare la perdita dei sensi, con relativo rischio di lievi lesioni cerebrali. Anche se la persona soffocata è consenziente, anche se chiede di essere soffocata, chi la soffoca viene spesso ritenuto penalmente responsabile in caso di lesioni o di morte”.

Ho intervistato dominatrici e dominatori di mestiere, persone che letteralmente piantano aghi nei testicoli ad altre persone – aghi sterilizzati e testicoli consenzienti – ma che si rifiutano di soffocare i clienti o praticare altre forme di controllo del respiro. E non lo fanno perché è troppo estremo (vi ricordo gli aghi), ma perché troppo pericoloso.

“La verità è che non esistono modi sicuri di soffocare una persona”, dice la dottoressa Herbenick. “Per i miei studi ho chiesto il parere di vari colleghi sessualmente progressisti, e nessuno pensa che esista un modo ‘sicuro’, perché i guai possibili sono troppi, dalle crisi convulsive alle lesioni del collo, al decesso”.

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Insomma cosa devi fare, la prossima volta che un tizio ti mette le mani al collo? (perché ahimè è probabile che risucceda). Gli dici immediatamente di smettere. Non tossire, non deviare l’azione, non preoccuparti di offenderlo o di rovinare l’atmosfera e il rapporto sessuale. Usa le parole: “Non farlo. Non mi piace, non lo trovo eccitante ed è pericoloso. E in ogni caso dovevi chiedermelo”. Se lui si scusa e non ci riprova, alla grande. Potreste anche continuare a scopare. Ma se si offende, si irrita o cerca di convincerti che potrebbe piacerti – quando gli hai appena detto che no, non ti piace – tu ti alzi e te ne vai. E anche se uno, dopo aver tentato di soffocarti e dopo il tuo stop, ripiega su atti sessuali piacevoli per entrambi, CHOKED, ricordati comunque di affrontare il discorso dopo. Spiega con chiarezza che non vuoi che si ripeta, e che in futuro – ammesso che ci sia – ti aspetti un comportamento più coscienzioso.

Considerato poi che ti è successo due volte nel giro di poco tempo, CHOKED, e considerata la popolarità di cui sembra godere questa pratica, puoi forse pensare di affrontare il discorso prima ancora di fare sesso.

“Io andrei dritta al punto, da subito”, dice la dottoressa Herbenick. “Quando cominci a chiacchierare con qualcuno o decidi di incontrarlo, di’ una cosa tipo ‘Non amo farmi soffocare, non farlo’, o ‘Qualsiasi cosa, ma non mi soffocare’. Chiarire i propri limiti invalicabili significa prepararsi a un sesso piacevole, divertente ed eccitante, e non allo spavento di essere strangolati senza preavviso. E a tutti quelli che stanno leggendo: sul serio, piantatela di soffocare le persone senza prima parlarne o chiedere il permesso. È ora di finirla”.

Seguite la dottoressa Herbenick su Twitter: @DebbyHerbenick.

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Spero ti stia scrivendo un sacco di gente scontenta della tua risposta a DISCORD, sposata con un traditore che ha dato in escandescenze quando un uomo con cui si limitava a chattare ha inoltrato al marito la loro corrispondenza. La prima cosa che mi sono chiesta è se il verme sadico che con l’inganno l’ha indotta a confessare una relazione extraconiugale non fosse in realtà quella merda del marito, impegnato in chissà quale giochetto perverso. Voglio dire: trenta minuti sono un tempo di reazione davvero breve tra l’inoltro dei messaggi e la scenata di lui. E avendo il marito già appurato che DISCORD accetta le sue crisi di rabbia, l’assenza di intimità fisica, i tentativi di strangolamento, le menzogne e i tradimenti, è possibile abbia anche architettato la sua dipendenza economica. Le consiglierei quantomeno di consultare un professionista per avere un quadro obiettivo delle sue possibilità economiche. E potrebbe tornarle utile anche sentire qualcuno che assiste le vittime di violenze domestiche. È raro che un tentativo di strangolamento sia un episodio isolato.

– Rarely Disappointed Reader

Grazie della lettera, RDR, e grazie a tutte/i coloro che hanno scritto. Ho contattato DISCORD privatamente e le inoltrerò le vostre email. Avrei dovuto contestarle la decisione di escludere il divorzio. Spero che segua i tuoi consigli anziché i miei.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.