02 settembre 2020 17:16

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono sposata da trent’anni con lo stesso uomo. Ho sopportato le sue scenate, le urla e le crisi di nervi. Ha sempre avuto problemi a contenere la rabbia. Una volta, qualche mese dopo la nascita di nostro figlio, ha tentato di strangolarmi, dopodiché non l’ha mai più fatto. In caso contrario me ne sarei andata. Ha avuto relazioni con altre donne, ma sempre giurando che erano solo rapporti online. Poi, qualche anno fa, ho avviato anch’io una relazione online. Con quest’uomo non ci siamo mai incontrati, proprio come mio marito sostiene di non aver mai incontrato le donne con cui chattava. Gli ho confidato i problemi che avevamo a casa, raccontato le crisi d’ira di mio marito e altre faccende private. Insisteva perché iniziassimo a frequentarci, ma io continuavo a declinare. Alla fine gli ho detto “l’ho fatto, ho avuto una relazione, è stato bellissimo, eccetera”. Non era vero, ma mi sembrava quello che voleva sentirsi dire. Mezz’oretta dopo averglielo detto, ho ricevuto una telefonata di mio marito! L’altro gli aveva inoltrato tutto! Tutte le nostre conversazioni, ogni cosa, ogni dettaglio. Mio marito ha dato in escandescenze, ma ne abbiamo parlato e siamo riusciti a voltare pagina.

Poi, qualche mese fa , poco dopo l’inizio della pandemia, ho scoperto che mio marito è in contatto con altre donne. Non solo: ho scoperto che le incontra in albergo, quando si trova in altre città, mentre io ho sempre creduto che di incontri reali non ne facesse! Lui sostiene di avere problemi di erezione, ma dai messaggi che ho letto è chiaro che con le altre fa sesso. Insomma, con queste non si sa come riesce a scopare nonostante i problemi di erezione che gli impediscono di scopare me?!?

Sono furibonda, perché abbiamo passato più di trent’anni a costruirci una vita insieme, e adesso, per via di questa cosa, non so più che razza di futuro ho davanti. Al momento non sono economicamente indipendente. Continuo a lavorare a tempo pieno, ma se perdo questo lavoro o vado in pensione, Dan, non mi rimarrà nulla. In più entrambi abbiamo problemi di salute. Non voglio divorziare perché per entrambi la sicurezza del futuro dipende dal fatto di rimanere insieme. So per certo che lui continua a vedersi con altre, e al tempo stesso impedisce a me di intrattenere anche solo conversazioni online – figuriamoci dal vivo – con un altro uomo. Nessuno dei due può farcela da solo. Non so che fare. Perché non può accettare la coppia aperta?

–Divorce Invites Serious Consequences Of Distress

Tuo marito non vuole la coppia aperta, DISCORD, perché non vuole che tu abbia la stessa libertà che ha lui. E benché il motivo per cui non vuole avere rapporti sessuali con te non abbia nulla a che vedere con i problemi di erezione, non vuole che tu cerchi attenzioni sessuali – men che meno appagamento sessuale – tra le braccia o nella casella messaggi di altri uomini. Il che significa che tuo marito non ti considera un essere umano al pari suo, ovvero una persona che ha esigenze ed emozioni e autonomia d’azione, ma più come una macchina da tenere in garage rifiutandosi di guidarla, e senza prestarla a nessuno per farci un giro.

Ovviamente tu non sei una macchina, né una sua proprietà. Gli sei rimasta fedele anche dopo che ti ha aggredito, e sei rimasta sposata con lui pur privata del sesso e di altre forme di intimità. Ma anche se da trent’anni a questa parte scopaste tutti i giorni, DISCORD, anche se tuo marito non fosse lo stronzo violento e rabbioso che è, avresti comunque ogni diritto di intrattenere fantasie sessuali che non lo coinvolgono, e di esplorarle in proprio ogni notte. Che si sia in coppia o meno, monogami o meno, a tutti spetta uno spazio di autonomia erotica.

Dici che il divorzio non è una soluzione praticabile, DISCORD, per cui ti suggerisco un’altra opzione con la d: distacco. Smetti di cercare prove che tuo marito ti tradisce, e accetta il fatto che lo fa. Non sentire il bisogno di metterlo davanti alla sua disgustosa ipocrisia, ma accetta il fatto che è un grandissimo schifoso ipocrita. Dopodiché, DISCORD, comportati esattamente come lui: comincia a fare tutto ciò che vuoi e ad andare con chi ti pare. Non ti serve il suo permesso per cercare attenzioni altrove. E se parlare apertamente delle attenzioni che ricevi altrove lo turba – se sextare alla luce del sole con altri rende tuo marito e la tua vita domestica insopportabili – non ne parlare. Così come lui ha usato la discrezione per nascondere l’entità dei suoi tradimenti e della sua ipocrisia, DISCORD, anche tu puoi scegliere la discrezione per evitare conflitti e scenate.

Torna su internet, DISCORD, e trovati un nuovo amico. Anche se l’ultimo si è rivelato uno stronzo sadico che prima ti ha attirato e poi ti ha incasinato la vita, non vuol dire che la tua prossima conoscenza online sia altrettanto sadica o vendicativa. Ogni giorno miliardi di persone chattano su internet con sconosciuti, e in milioni si scambiano fantasie sessuali. Se è vero che la vendetta porno è una realtà – nonché un reato – sono quasi sempre gli amanti respinti ad aggredire come ha fatto quello stronzo. Se finire sputtanati con il proprio coniuge come sei stata sputtanata tu con il tuo fosse una cosa anche solo vagamente comune, se succedesse anche solo lo 0,01 per cento delle volte, ne sentiremmo parlare di continuo. Non ne sentiamo parlare perché così non è.

Ma per sicurezza, DISCORD, ti conviene mantenere l’anonimato. Non comunicare le tue informazioni personali a una persona con cui vuoi solo chattare di fantasie erotiche senza incontrarla. E quando tuo marito fa lo stronzo o semplicemente ti dà sui nervi, DISCORD, poi comunque concederti di fantasticare sulla statistica, secondo la quale potresti sopravvivergli di diversi anni. Perché l’orgasmo non è l’unica forma di sollievo.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

Ho appena letto la tua risposta a CATMAN__, quello che ti chiedeva se la particolare forma di feticismo da lui appena scoperta avesse un nome: vorrebbe sposare un uomo bisessuale sottomesso per poi rimorchiare e dominare donne sottomesse con lui. Mentre leggevo mi sono chiesta: è un feticismo oppure un cosiddetto kink? E subito dopo mi sono chiesta: che differenza c’è tra un kink e un feticismo? C’è differenza? Ha qualche importanza?

–Knowingly Investigating Newly Kinky Yearnings

Quello di cui parlava e che cercava CATMAN era una relazione. La sua fantasia era trovare un partner perfetto, e si chiedeva se esistesse. Siccome è quel che fanno praticamente tutti, KINKY, non definirei la fantasia di trovare uno o più partner perfetti come un feticismo. Che i nostri gusti sessuali siano soft, medi o estremi, tutti quanti andiamo in cerca di quell’incastro, di una persona (o più di una) i cui desideri sessuali e/o aspirazioni relazionali siano allineati con i nostri. E pochi fortunati riescono a trovare qualcuno che ci si avvicina.

Ovviamente la gente non fantastica solo sul sesso; fantastica sul lavoro dei sogni, sulla vacanza dei sogni e il matrimonio dei sogni (le fantasie matrimoniali non riguardano la persona con cui ci si sposa, ma come ci si sposa, ovvero se in viaggio, con una cerimonia tradizionale, con una non tradizionale, eccetera). Ma quando si tratta di sesso, KINKY, le fantasie vanno intese come situazioni o contesti che contengono elementi rilevanti dei propri desideri sessuali, desideri che a loro volta possono avere o meno tratti kinky o feticistici. Le fantasie sessuali vanno immaginate come dei filmini sexy che proiettiamo nella nostra testa per noi stessi, e i feticismi e i kink come snodi di trama e/o attrezzi di scena facoltativi.

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La domanda successiva è naturalmente: ma allora che differenza c’è tra un kink e un feticismo? Anche se spesso la gente li usa come sinonimi, KINKY, i due termini hanno significati diversi. Il dottor Justin Lehmiller analizzava di recente questa differenza sul suo sito Sex & Psychology (www.lehmiller.com): “Il concetto di kink è molto ampio e comprende quasi ogni tipo di espressione sessuale che esuli dall’ambito tradizionale. Tra queste, l’erotizzazione delle sensazioni intense (come mescolare piacere e dolore), i giochi basati sui rapporti di potere, il trarre godimento da oggetti inanimati, i giochi di ruolo e molto altro… mentre i feticismi comportano una particolare attrazione per specifici oggetti (per esempio stivali e scarpe) e/o parti corporee non genitali (come piedi e ascelle)”.

Insomma: tutti i feticismi sono kink, ma non tutti i kink sono feticismi. Spero di averti chiarito le idee!

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.