Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna incinta felicemente sposata. Il sesso con mia moglie è un po’ diminuito, ma niente di preoccupante data la mia “condizione”. Durante questa gravidanza ho sperimentato un aumento della libido, ma a lei non ne ho parlato. Quando c’è stato questo picco eravamo in un periodo un po’ conflittuale. Io ho avuto qualche problema, tipo un periodo di riposo obbligato, perciò “il momento giusto” capitava di rado. Qualche mese fa, quando è venuto fuori il tema del nostro periodo in bianco, nessuna delle due ha gestito bene la discussione. Io ero in vena di flirtare (o così credevo), e lei ha scelto quel momento per dire cose sgarbate su quanto poco facevamo l’amore. A me non piace considerare il sesso come un obbligo, perciò quello scambio mi ha proprio ammazzato il desiderio. Le ho detto che ci ero rimasta male e si è scusata, ma non credo di essere stata chiara sulle implicazioni a lungo termine, cioè che da quel momento in poi sarei stata restia a prendere l’iniziativa e molto sensibile a eventuali pressioni percepite. Da allora ho più fantasie sessuali e guardo più porno. Ho guardato molti video in cui le donne vengono trattate in maniera degradante – forse perché mi limito al porno gratuito – e non sono felicissima dei contenuti che guardo, e che in genere mostrano cazzi grossi e donne piccole. Non credo che ci sia niente di sbagliato dal punto di vista etico, dato che siamo entrambe a favore del piacere privato nel contesto di un matrimonio monogamo. Però mi sono ritrovata in questo strano tunnel, in cui mi eccito a guardare qualcuno che viene usato per il sesso, oppure sopraffatto o prevaricato in qualche modo. Il motivo per cui ti scrivo è che sento di aver creato una distanza con mia moglie, non rivelandole che da tre mesi a questa parte sono piuttosto ipersessuale. Però non voglio che nel discorso saltino fuori i “doveri” sulla vita sessuale, né voglio alimentare aspettative su quanto sesso faremo in futuro. Vorrei che la cosa si traducesse in un’occasione per noi due, invece che in un’ulteriore lontananza. Inoltre, il tipo di porno che guardo non rispecchia minimamente la nostra dinamica erotica. In questo momento mi piace guardare qualcuno che spinge qualcun altro ai limiti, ma ritrovarmi a subire davvero una cosa simile per me non sarebbe affatto eccitante. E i cazzi grossi (finti o meno) non fanno parte dei nostri giochi a letto – sono particolarmente sgraditi a mia moglie – e non vorrei che lo diventassero. Esiste un modo per incanalare questa energia sessuale in qualcosa che coinvolga anche mia moglie? Per me è spiacevole avere segreti. Devo provare a spiegarle le mie fantasie, visto che so che tra noi non funzionerebbero? Sono anche consapevole che si avvicina una scadenza, dopo la quale la nostra vita cambierà. Vale la pena di tirare dentro mia moglie a questo punto?

– Bringing Up Misogynist Pleasures

Ma il sesso, nel contesto di una relazione impegnata, duratura e monogama, non è per certi versi anche un obbligo?

Pensare agli obblighi è come pensare al mutuo: per niente sexy. E a nessuno piace sentirsi ricordare una rata del mutuo arretrata subito prima di scopare, Bump. Ma due persone che hanno stretto un patto di monogamia, come quello che hai con tua moglie, non sono forse obbligate ad appagare le esigenze sessuali l’una dell’altra?

Ora, nessuno è obbligato a rendersi sessualmente disponibile con il proprio partner 24 ore su 24: un patto monogamo non è un contratto kinky di “libero utilizzo” (per la cronaca: i “contratti” kink sono discorsi zozzi non legalmente vincolanti), e ogni coppia attraverserà periodi di magra, mettere il muso non è mai sexy e a volte una persona sposata deve fare da sé.

Ma se tua moglie per il sesso può venire solo da te e viceversa, Bump, non siete forse obbligate ad appagare le ragionevoli esigenze sessuali l’una dell’altra a intervalli di tempo ragionevoli? Non fa parte dell’accordo? L’esclusività sessuale in assenza di attività sessuale è castità, non monogamia.

Io e mio marito siamo in coppia aperta da più di due decenni e benché lui non faccia affidamento su di me per appagare tutte le sue esigenze sessuali e viceversa, io mi sento obbligato in ogni caso ad appagare personalmente le sue esigenze o ad assicurarmi che abbia lo spazio e il tempo per farsele appagare da qualcun altro.

Quando eravamo monogami, Bump, cioè per i primi quattro anni in cui stavamo insieme, mi sentivo personalmente obbligato (ma in un modo sexy!) a soddisfare le sue esigenze sessuali più che potevo. (“Se non io, chi? Se non ora, tesoro, magari domani sera? E intanto te la faccio una sega per arrivare fino a domani?”).

In ogni caso, Bump, sono mesi da quando tua moglie ha annientato “il momento giusto” dicendo “la cosa sbagliata” – mio marito me ne dice due ogni giorno prima di colazione – ed è stata una schifezza sconsiderata da parte sua. Però io temo che tu sia più interessata a punire tua moglie che a superare l’accaduto, Bump, anche se punirla provoca danni permanenti all’intesa sessuale e quindi al vostro matrimonio.

Invece di concederle il beneficio del dubbio e derubricare quell’osservazione sconsiderata a “complimento espresso in modo schifoso” (tua moglie è ancora attratta da te! Ti desidera ancora! Le manca fare sesso con te!), la stai elevando a “scambio che ha rovinato tutto”.

Perciò credo che tu debba chiederti, Bump, se non hai smesso di prendere l’iniziativa con tua moglie perché proprio non riesci, dopo quello scambio che ha rovinato tutto, oppure se hai deciso di non prenderla più per punire tua moglie. Devi anche chiederti se sei “molto sensibile” alle pressioni percepite perché sei tanto traumatizzata dall’insensibilità di tua moglie (eri stata messa a riposo), o se stai scegliendo di interpretare come “pressione” qualsiasi espressione di desiderio sessuale da parte di tua moglie per poterle negare il sesso.

Se la risposta a entrambe le domande è sì, Bump, allora non stai punendo solo tua moglie, rifiutandoti di prendere l’iniziativa e chiudendoti quando ti senti pressata: stai punendo te stessa.

Venendo alla tua domanda effettiva: devi rivelare a tua moglie le fantasie che hai, e il porno che consumi, attualmente? No.

Dato che per ora le tue fantasie potrebbero essere l’equivalente sessuale della voglia di abbinare il cibo in modo bizzarro, che finirà dopo aver partorito, non c’è motivo, in questo momento, di condividere le fantasie sessuali con tua moglie. Se anche queste fantasie durassero dopo la nascita di vostro figlio, non sei obbligata a rivelare a tua moglie ogni fantasia sessuale, Bump, soprattutto quelle che lei non condivide e che potrebbero farla sentire insicura o inadeguata.

Il mio consiglio sarebbe diverso se credessi che tua moglie le condivide, Bump, ma dal momento che lei non trova affatto eccitanti i cazzi – grandi e piccoli, reali o in silicone – credo che tu debba tenerti per te le tue fantasie a base di cazzi e degradazione, specie considerando che potrebbero essere passeggere.

Quindi cosa devi dire a tua moglie ora? Proverei questo: “Mi dispiace se ho trascinato questa storia tanto a lungo, in realtà sono disperatamente arrapata da mesi, ma dopo l’ultima volta che abbiamo provato a fare qualcosa ho messo il muso. In quel momento sembrava che ti fossi dimenticata il vero motivo per cui non facevamo sesso da un po’: come sai sono incinta, ed ero stata messa a riposo per un po’. Ma il fatto che fossi frustrata da quanto ti mancava il sesso è un buon segno, anche se quella frustrazione l’hai espressa male. Perché non facciamo un patto? Tu ti scusi con me un’altra volta – ho bisogno di sentirmelo dire ancora – e io smetterò di farmi le paranoie sul sesso come un dovere. Dovremmo assolutamente fare sesso, tesoro, soprattutto ora perché dopo il parto sarà molto più difficile. Vieni qui e siediti sulla mia faccia”.

P.s. Nessuno è obbligato a scoparsi un coniuge che maltratta fisicamente o emotivamente – un coniuge così va lasciato, non scopato – e chi trascura l’igiene personale, oppure è pigro o egoista a letto, o non sbriga la sua parte di faccende domestiche, non può incolpare altri se non se stesso se va in bianco.

Io e mio marito stiamo insieme da più vent’anni. Lui è un maschione dotato attivo tipo Marlboro Man e io sono un daddy passivo sottomesso. Siamo entrambi in discreta forma, pieni di tatuaggi, insieme facciamo una vita fantastica, siamo ancora innamorati, ecc. Però non facciamo sesso insieme da un sacco di tempo. Io ogni settimana sono sempre riuscito a procacciarmi del sesso anonimo con vari tizi pescati su Sniffies o Grindr, mentre lui si eccitava a fare sexting con persone che poi non incontrava mai dal vivo. Ora però si è preso una fissa per uno che ha visto su Scruff e ha in programma di incontrarlo una di queste domeniche pomeriggio. Le sere e i fine settimana dovrebbero essere i momenti da passare in coppia e mi sono ritrovato incazzato e geloso. Non ho proprio nessun appiglio, perché faccio parecchio sesso durante le “ore di lavoro”, e sento di non dover giudicare mio marito. Chi sono io per farlo, visto che mi faccio scopare ogni volta che posso? Però non ho nessun legame emotivo con gli uomini che mi scopano, mentre lui mi sembra piuttosto infatuato di quest’uomo. Mi pare come se la fiducia si sia un po’ spenta, e non so cosa fare.

– Sunday Plans Upending Marital Equilibrium

Se con “fiducia un po’ spenta” intendi “non posso più contare sul fatto che mio marito se ne stia a casa a farsi le seghe da solo davanti al computer mentre io mi faccio inculare cinque giorni a settimana”, allora sì, Spume, la fiducia si è spenta. Ma dichiarare morta la fiducia mi pare un po’ melodrammatico: insomma, tuo marito è venuto da te a chiederti il permesso, prima di incontrarsi con questo tizio di Scruff. E non credo che tu possa ragionevolmente negargli la tua benedizione a scoparsi quest’uomo, Spume, anche se vuol dire sacrificare una domenica.

Allargando per un attimo l’inquadratura: il sesso anonimo funziona per te – ti eccita e appaga le tue esigenze – ma non per tuo marito. Mentre tu puoi darti al sesso con sconosciuti e non provare nulla né prima né dopo (se non speranza e, mi auguro, gratitudine), tuo marito non è fatto allo stesso modo. A lui serve un legame, Spume, e mentre prima gli bastava stabilirlo online con uomini con cui faceva sesso virtuale – e per quanto ne sai tu può essersi già infatuato di qualcuno di loro (di gente che si è innamorata in rete ce n’è eccome) – adesso vuole incontrare qualcuno dal vivo. E non vedo come tu possa negare a tuo marito il permesso di fare sesso vero con un uomo vero, dopo tutto il sesso vero con uomini veri che hai fatto tu.

Detto questo, c’è una differenza: tu non stabilisci legami personali con i tizi che ti scopi e tuo marito sembra averne già stabilito uno con quest’uomo. Hai diritto a provare dei sentimenti, Spume, compresa l’insicurezza. E anche se tu e tuo marito vi siete sciolti dall’obbligo di appagare le reciproche esigenze sessuali, siete tenuti sempre e comunque ad appagare quelle emotive.

Perciò, se ti senti insicuro, Spume, tuo marito è tenuto a rassicurarti. Tutto quello che ti può offrire in vista di questo suo appuntamento sono le parole (“Ti amo ancora, non vado da nessuna parte”), ma dopo essersi portato a letto questo tizio potrà rassicurarti con le azioni (tornando a casa, amandoti, non andando da nessuna parte).

P.s. È capitato che un uomo si innamorasse di un altro dopo averlo incontrato solo per fare del sesso anonimo. Conosco due tizi che hanno conosciuto i futuri mariti durante un incontro di questo tipo. Succede. Quindi, magari, la probabilità che tu ti innamorassi di una delle tue scopate anonime è sempre stata bassissima, Spume, ma non è mai stata pari a zero. E pur non essendo uno statistico, direi che forse il rischio che tuo marito ha tollerato per anni è più alto del rischio che tuo marito ti sta chiedendo di tollerare ora, rappresentato dall’unico tizio visto su Scruff che vorrebbe scoparsi.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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