Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sbaglio a pensare che per me una relazione sentimentale sia impossibile? Credo che mi sia stata venduta un’idea di amore che semplicemente non si può applicare alla mia vita e vorrei capire se mi sbaglio. Sono un maschio etero, ho 34 anni. Ho una rara disabilità progressiva. Sono cieco, ho l’udito gravemente compromesso (non riesco a seguire i discorsi se c’è del rumore di sottofondo), sono su una sedia a rotelle e non ho quasi controllo motorio. Necessito di cure a tempo pieno, perciò c’è sempre un assistente con me. Ho la voce debole e gli estranei fanno fatica a capirmi. Sostanzialmente, frequentare persone nel mondo reale per me non esiste. Non vedo né sento chi si avvicina, non posso prendere l’iniziativa di un contatto fisico, e anche con l’aiuto di chi mi assiste la comunicazione è sempre penosa ed estenuante. Uso le app d’incontri, ma non ho stretto nessun vero legame. Ecco la domanda: per una persona nelle mie condizioni è realistica l’idea di una relazione sentimentale? Oppure mi sto aggrappando a qualcosa che non può proprio succedere? Non voglio rassicurazioni fini a se stesse. Se la risposta è che le mie possibilità sono bassissime, preferisco saperlo e capire come farmi una vita partendo da questo dato di realtà. Ma se invece mi sta sfuggendo un qualche approccio che potrebbe funzionare, voglio capire qual è. Sarei anche interessato a sentire il parere di altri lettori su cos’è possibile fare, specialmente da chi ha frequentato persone con disabilità importanti, oppure ne soffre.

– Yearns Eagerly After Relationships Now

Sembra che ormai le frequentazioni nel mondo reale – gli incontri casuali nei bar, per strada, al lavoro, ecc. – non funzionino più per molta gente, Yearn, ed è per questo che oggi la maggior parte delle persone usa le app d’incontri. E quasi tutti hanno lamentele simili alle tue: le usano, a volte da anni, senza aver stretto alcun vero legame, nonostante tutto il tempo e l’impegno profusi.

E qui smetto di indorarti la pillola: hai detto che non volevi rassicurazioni fini a se stesse. È assai improbabile che tu riesca a trovare una partner, Yearn, dato che il tuo bacino di potenziali partner è estremamente ridotto. Immagino che ti piacerebbe stare con una persona che sia attratta da te, Yearn, ma probabilmente non vuoi stare con qualcuno che feticizzi la tua disabilità (il cosiddetto devotismo).

La persona giusta – una a cui piaci, ma che non è feticista – dovrebbe anche avere la pazienza di superare le tue notevoli difficoltà di comunicazione e la disponibilità a collaborare con i tuoi assistenti (e magari diventarlo a sua volta), e non è una richiesta da poco su un’app d’incontri, anche su quelle rivolte a persone con disabilità come Special bridge o Dateability.

Tornando per un attimo alla questione devotismo: quasi tutti ti raccomanderebbero di evitare le devote, cioè le donne (nel tuo caso) specificamente attratte dagli uomini disabili, mentre io non credo che dovresti escluderle. Anni fa intervistai una donna che aveva perso un arto. Benché all’inizio le attenzioni dei devoti la turbassero, finì poi per sposare un uomo con il feticismo delle amputazioni.

Mi raccontò che gli uomini disposti a uscire con lei nonostante la sua disabilità la mettevano più a disagio di quell’unico uomo che inizialmente era attratto da lei proprio per la sua disabilità.

Se fossi disposto a frequentare delle devote, dovresti stare attento, con chi si prende cura di te, a chi vorrebbe feticizzare la tua vulnerabilità. Se una donna cercasse di isolarti dai tuoi assistenti e di renderti dipendente solo da lei, è ovvio che dovresti troncare. Però non credo che tu debba escludere una che inizialmente era attratta da te perché ha sempre provato un’attrazione inspiegabile per gli uomini disabili, e che ti ha visto come un individuo e una persona, non solo un particolare tipo di corpo. La maggior parte delle persone senza disabilità sta con chi all’inizio era attratto dai loro corpi, ma non consideriamo feticismo l’attrazione per questi corpi.

Anche per te è possibile l’amore, Yearn, però non somiglierà all’idea di amore che ti è stata venduta. Ma come qualsiasi persona single che si sente sfavorita (per via dell’età, delle opportunità, del reddito, della disabilità, ecc.), la cosa migliore che puoi fare è crearti la vita migliore e più gratificante possibile, continuando a metterti in gioco sulle app – con costanza, ma non in modo ossessivo – e sperando che scocchi la scintilla.

P.s. Ho girato la tua domanda a Andrew Gurza, attivista e scrittore. “Essendo anch’io una persona con gravi disabilità fisiche e avendo bisogno di un assistente praticamente per ogni cosa, capisco benissimo come si sente Yearn”, ha risposto Andrew via email. “Si arriva semplicemente a un punto in cui frequentare qualcuno e innamorarsi sembra poco pratico e inaccessibile sotto molti aspetti. In vita mia ho avuto solo una manciata di appuntamenti veri e propri, essendo affetto da una grave paralisi cerebrale. Vorrei poterne avere di più, ma sto arrivando a una fase in cui credo che mi andrà bene anche non averne. Non voglio dire a nessuno di rinunciare a sperare, perché è una cosa che ci dà la carica, giusto? Allo stesso tempo, so che possiamo vivere una vita appagante senza l’amore romantico. Essere disabili è anche non seguire i percorsi già intrapresi da altri, ma crearne di propri. Si possono comunque trovare piacere, sesso e tutte le altre gioie senza legarle all’amore romantico. Il lavoro sessuale mi ha salvato la vita in tanti modi e mi ha fatto capire che me la caverò anche da solo. Spero che le mie parole ti siano un po’ d’aiuto”.

Andrew Gurza è l’autore di Notes from a queer cripple. Seguitelo su Instagram.

Sono una donna di 43 anni che si sta sottoponendo ai trattamenti per la procreazione medicalmente assistita. Voglio diventare madre single per scelta. Avevo già cominciato questo percorso cinque anni fa, ma ho rinunciato per dedicarmi a una relazione con un uomo che poi si è rivelato un violento. Perciò voglio stare molto attenta a non ritrovarmi nella stessa situazione. Voglio essere mamma da sempre, e quella relazione è stata un ultimo disperato tentativo di crearmi la classica famigliola felice. Sono contenta di aver ripreso il percorso per la fecondazione assistita e ho fatto pace con la mia scelta. Il mese prossimo tenterò il trasferimento di embrione congelato, e vedremo come andrà. Ecco il problema: la mia migliore amica era in un caffè insieme al fidanzato e hanno incrociato un vecchio amico di lui. È un uomo che ho incontrato qualche volta, quando ero in quella storia brutta di cui parlavo prima. Sembra molto gentile e ha sempre mostrato interesse nei miei confronti, però io non ho mai ricambiato (pur trovandolo bono) perché non ero single. Gli hanno dato il mio numero (con il mio permesso), e lui pare molto interessato. (Abbiamo già fissato un momento in cui sentirci, su sua iniziativa). Non voglio mentire, ma non voglio neanche che il mio ex sia l’ultimo uomo con cui sono andata a letto prima che andare con un altro – chiunque egli sia – diventi assai più complicato e improbabile. “Il mese prossimo potrei essere incinta” non mi pare un grande argomento di conversazione per un primo appuntamento, ma qual è il momento giusto per tirare in ballo la questione? E come faccio? Sempre se devo. Magari non sarà neppure necessario, se tra noi non scatta l’intesa, ma quando leggerò la tua risposta dovrò proprio sapere cosa fare!

– Wants To Get Laid

Nessuno è tenuto a svelare i propri progetti a lungo termine a una persona appena conosciuta e con cui magari vorrà scopare solo una o due volte, Wtgl, ma penso comunque che dovresti dire a quest’uomo quali programmi hai per il prossimo anno, e il prima possibile.

Sei una donna single di 43 anni senza figli, quindi c’è una buona probabilità che lui non voglia figli e dia per scontato che non ne vuoi neanche tu. Non è un’ipotesi irragionevole per una donna sulla quarantina che non è ancora madre. Se proprio non riuscissi a dirglielo prima di averci scopato una o due volte (per paura che il tuo orrendo ex mantenga per sempre il titolo di ultimo uomo con cui hai scopato), io non ti biasimerei né ti svergognerei per aver aspettato di vedere se c’era un’intesa.

Però devi assolutamente, senza alcun dubbio, dire a quest’uomo che stai cercando di rimanere incinta prima di scoparci una terza volta. (Se non sai cosa dire, Wtgl, mandagli un link a questa rubrica, digli che una delle domande è tua e chiedigli di indovinare quale). Se lui vuole dei figli o è aperto all’idea di averne o di stare con qualcuno che li vuole, ottimo! Potete continuare a scopare e a frequentarvi e vedere come va. Se lui assolutamente non vuole figli, né vuole avere una storia seria con qualcuno che invece ne vuole, ottimo! Il posto di scopamico prima e dopo il parto è vuoto, e può occuparlo lui. Ammesso che sia bravo a scopare, cosa che devi ancora stabilire.

Sono una donna queer non monogama. Vivo con il mio partner primario, un cane e un gatto. Ora, il dilemma che ti sottopongo potrà sembrarti un po’ banale: ho una cotta per la mia dog sitter. Ho la sensazione non vaghissima che sia queer anche lei, ma non so proprio se sia interessata, né se esista un modo appropriato di farle capire che, qualora lo fosse, l’interesse sarebbe reciproco. So che può essere fonte di enorme imbarazzo subire avances sul lavoro, specie se la tua risposta è no e le avances sono state fatte dal vivo e dovrai continuare a interagire regolarmente con la persona che hai rifiutato. Quindi non mi sembra il caso di provarci con lei, dato che non vorrei perdere la mia dog sitter. Esiste una magica soluzione intermedia che mi sfugge?

– Ruminating Over Very Exciting Romance

Ci sono alcuni ostacoli non da poco che devi superare prima di poterti scopare la tua dog sitter: dev’essere queer (non tutte lo sono), dev’essere attratta da te (non tutte lo sono) e dev’essere disposta a frequentare o a scoparsi qualcuno che ha già una relazione stabile (non tutte lo sono).

E anche se la tua dog sitter è queer, le piaci e va a letto con gente in coppia, Rover, magari non le va di farlo con le clienti. O magari sì. Benché tutti i dog sitter amino i cani, solo alcuni considerano quel lavoro una vocazione. La maggior parte dei dog sitter lo considera un’attività secondaria, e immagino che alcuni di quelli che lo fanno come secondo lavoro — tipo certi baristi e tutti i personal trainer — considerino il fatto di scoparsi i clienti come uno dei benefici del mestiere. (Assicurazione sanitaria? Non è un vantaggio. Opportunità sessuali? Decisamente un vantaggio).

Venendo alla soluzione intermedia tra il provarci con la tua dog sitter – cosa che potrebbe essere fonte di imbarazzi – e il non farle minimamente sospettare che vuoi scopartela, Rover, potresti farti trovare in casa quando lei passa a prendere il cane per portarlo fuori, e invitarla a fermarsi per un drink dopo la passeggiata.

Se lei rifiuta senza mezzi termini, Rover, con tutta probabilità è segno che vuole mantenere tutto su un piano professionale. Se accetta l’offerta, potrebbe essere segno che è disposta a fare qualcosa di non professionale, oppure che aveva sete o non voleva sembrare scortese rifiutando la tua offerta. Perciò se lei accetta e non sembra avere fretta di andarsene e la conversazione scorre, potresti arrischiarti a provarci, magari la seconda o terza volta che si ferma per un drink.

P.s. Se e quando ci proverai, Rover, ricorda che provarci non significa saltarle addosso. Usa le parole, riconosci l’imbarazzo e accetta un’eventuale risposta negativa.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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