Modificata la legge elettorale dopo le proteste nella Rdc

È degenerata in scontri tra manifestanti e polizia la protesta contro la riforma della legge elettorale nella capitale Kinshasa. Quarantadue i morti secondo un’associazione per i diritti umani congolese

Il parlamento della Repubblica Democratica del Congo approva la riforma elettorale

Il parlamento della Repubblica Democratica del Congo ha adottato la nuova legge della riforma elettorale. Il testo finale non è stato reso pubblico.

Il 23 gennaio il senato aveva approvato la legge senza l’articolo 8, contestato dall’opposizione perché prevedeva l’organizzazione di un censimento prima di stabilire la data di future elezioni, permettendo a Joseph Kabila di prolungare il suo mandato. Da lunedì 19 gennaio nelle proteste contro la riforma sono morte 42 persone. Afp

Dopo le proteste nella Repubblica Democratica del Congo il senato modifica la legge contestata

Dopo quattro giorni di proteste e scontri nella Repubblica Democratica del Congo in cui sono morte 42 persone, il senato ha approvato la legge sulla riforma elettorale senza l’articolo contestato dall’opposizione.

L’articolo 8, che prevedeva l’organizzazione di un censimento prima delle elezioni del 2016, avrebbe prolungato il mandato del presidente Joseph Kabila, che è stato accusato di non voler rispettare il processo democratico per restare al potere.

Le proteste sono cominciate lunedì 20 gennaio nella capitale Kinshasa, con l’avvio della discussione in senato sulla legge elettorale, e si sono diffuse anche a Goma, nell’est del paese. Jeune Afrique

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La polizia spara sui manifestanti a Goma, due studenti feriti

Continuano gli scontri nella Repubblica Democratica del Congo nel quarto giorno di proteste contro la riforma della legge elettorale. A Goma, nell’est del paese, due studenti sono rimasti feriti dopo che la polizia ha sparato sui manifestanti.

I rappresentanti diplomatici di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Belgio hanno incontrato mercoledì 21 gennaio il presidente del senato Leon Kengo Wa Dondo per chiedere il ritiro della proposta di legge, che prevede la realizzazione di un censimento prima delle elezioni del 2016. Afp

Sale il numero delle vittime nel terzo giorno di proteste a Kinshasa

Sono 42 le persone morte negli scontri tra manifestanti e polizia nei tre giorni di proteste contro la riforma della legge elettorale. Lo ha annunciato la Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh). Per il governo, invece, i morti sarebbero quindici e la maggior parte di loro sarebbe stata uccisa dalle guardie della sicurezza private mentre stavano compiendo furti.

Per il terzo giorno di seguito la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti all’università di Kinshasa e in altre tre zone della capitale. Afp

Spari all’università di Kinshasa

Diversi studenti affermano di aver sentito dei colpi di arma da fuoco all’interno del campus dell’università di Kinshasa, dove la polizia è andata a interrogare le persone che hanno partecipato alle proteste contro la riforma della legge elettorale.

Gli studenti hanno scandito slogan contro il presidente Joseph Kabila durante una serie di manifestazioni per le strade di Kinshasa, represse con violenza dalla polizia. Negli scontri sono morte ventotto persone secondo un’associazione per i diritti umani congolese, cinque secondo le autorità. Afp

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A Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, un edificio municipale è stato incendiato durante le proteste contro la riforma della legge elettorale. Afp

A Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, un edificio municipale è stato incendiato durante le proteste contro la riforma della legge elettorale. Afp

Nella Repubblica Democratica del Congo il governo ha chiesto agli operatori telefonici di bloccare l’accesso a internet nella capitale Kinshasa, per fermare le proteste dell’opposizione contro la riforma della legge elettorale. Afp

Nella Repubblica Democratica del Congo il governo ha chiesto agli operatori telefonici di bloccare l’accesso a internet nella capitale Kinshasa, per fermare le proteste dell’opposizione contro la riforma della legge elettorale. Afp

Ancora proteste a Kinshasa, la polizia spara per disperdere i manifestanti

Continuano le manifestazioni a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo, nonostante la repressione violenta della polizia che ieri ha sparato contro la folla uccidendo due persone e ferendone quattro. Anche due poliziotti sono rimasti uccisi negli scontri.

Le proteste sono ricominciate questa mattina con la ripresa in senato dell’esame della legge elettorale contestata dall’opposizione. La polizia ha sparato in aria per disperdere la folla. Alcuni studenti hanno bruciato dei copertoni e costruito barricate lungo la strada che porta all’università di Kinshasa, nel sud della città. Reuters

Tre morti negli scontri tra polizia e manifestanti a Kinshasa

Tre persone, tra cui un poliziotto, sono morte a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo, durante gli scontri tra polizia e manifestanti che protestavano contro la modifica della costituzione. Durante la protesta alcuni manifestanti hanno ribaltato automobili e saccheggiato negozi.

I manifestanti accusano il presidente Joseph Kabila di voler cambiare la legge elettorale per allungare il suo mandato e posticipare la data delle elezioni presidenziali previste nel 2016. Afp

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La polizia spara sui manifestanti durante una protesta nella Repubblica Democratica del Congo

È degenerata in scontri tra manifestanti e polizia la protesta contro la riforma della legge elettorale a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo. La polizia avrebbe sparato sulla folla per disperdere i manifestanti ferendo due studenti.

Migliaia di persone erano scese in piazza contro la decisione del presidente Joseph Kabila, 43 anni, di cambiare la legge elettorale per allungare il suo mandato e posticipare la data delle elezioni presidenziali previste nel 2016. La riforma, approvata dalla camera nel fine settimana e in attesa di esame in senato, è stata definita dall’opposizione “un colpo di stato costituzionale”. La nuova legge prevede un censimento completo della popolazione prima delle prossime elezioni, che con questa formula difficilmente potrebbero tenersi nel 2016. Afp, Le Monde, Jeune Afrique

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