I soccorritori in Giappone devono affrontare condizioni meteorologiche molto sfavorevoli mentre cercano i sopravvissuti del terremoto che il 1 gennaio ha colpito il centro del paese, uccidendo almeno 64 persone, secondo un nuovo bilancio.
Lungo le strade, molto danneggiate o bloccate dalla caduta di alberi, dei cartelli avvisano di possibili frane. Le autorità invitano alla cautela a causa delle forti piogge cadute a partire dal 3 gennaio e delle loro conseguenze in tutta la penisola di Noto, nella prefettura di Ishikawa, una lunga e sottile striscia di terra che si estende nel mar del Giappone.
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Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
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“Prestate attenzione in caso di frane fino a mercoledì sera”, ha avvertito l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma). Il terremoto che si è verificato il giorno di capodanno alle 16.10 (ora locale) ha raggiunto una magnitudo di 7.5, secondo l’American institute of geofisics (Usgs) e 7.6 secondo la Jma. Sono poi seguite diverse centinaia di scosse di assestamento e uno tsunami con onde di più di un metro, che hanno spazzato via numerose barche, incagliate sulle banchine o sulle strade del litorale.
Migliaia di edifici sulla penisola di Noto sono stati interamente o parzialmente distrutti, e altri potrebbero esserlo dalle scosse di assestamento, rendendo difficili le operazioni di soccorso. A ogni allerta i soccorritori devono lasciare il loro lavoro per mettersi al riparo.
Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ancora. Si prevede che le ricerche dureranno diversi giorni nelle aree rurali in cui ci sono villaggi che non è semplice raggiungere.