Nella notte tra il 4 e il 5 maggio il governo israeliano ha approvato un piano che prevede l’espansione della sua offensiva nella Striscia di Gaza e la “conquista” del territorio. La sera del 4 maggio l’esercito israeliano aveva confermato “il richiamo di decine di migliaia di riservisti”.

Il piano è stato approvato all’unanimità dal gabinetto di sicurezza, ha affermato il 5 maggio una fonte ufficiale israeliana in un comunicato.

“Comprende, tra le altre cose, la conquista della Striscia di Gaza”, ha dichiarato.

Prevede anche “l’intensificazione degli attacchi contro Hamas”, ha aggiunto.

Durante la riunione del gabinetto di sicurezza il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inoltre affermato che continuerà a “promuovere il piano di Trump che prevede la partenza volontaria degli abitanti della Striscia di Gaza”, secondo la fonte.

All’inizio di febbraio il presidente statunitense Donald Trump aveva lanciato l’idea di una presa di controllo statunitense della Striscia di Gaza, in modo da trasformarla nella “Riviera del Medio Oriente”. Trump aveva anche proposto di trasferire gli abitanti in Egitto e in Giordania.

Il progetto aveva suscitato un’ondata di proteste nel mondo, ma le autorità israeliane avevano continuato a citarlo, creando anche un’agenzia per favorire la partenza degli abitanti.

Durante la riunione il governo ha anche approvato “la possibilità, qualora fosse necessario, di una distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza”, sottoposta a un blocco totale dal 2 marzo.

Secondo il gabinetto, però, “al momento c’è cibo a sufficienza”.

Le organizzazioni internazionali denunciano da settimane la catastrofe umanitaria in corso a Gaza, causata dalla carenza di beni di prima necessità.

Il 25 aprile il Programma alimentare mondiale (Pam), uno dei principali fornitori di cibo nel territorio, aveva annunciato di aver “esaurito le scorte”.