La Norvegia ha adottato il 5 giugno una tassa di soggiorno contro il sovraffollamento turistico, in un momento in cui molte delle principali destinazioni del paese sono in difficoltà a causa di strutture sanitarie e parcheggi insufficienti.
La legge approvata dallo Storting, il parlamento monocamerale norvegese, prevede che i comuni situati “in zone particolarmente colpite dal turismo” possano applicare una tassa del 3 per cento a notte negli hotel e negli appartamenti in affitto.
Dalle isole Lofoten ai fiordi della costa occidentale, la Norvegia sta attraversando da alcuni anni un boom turistico, attirando visitatori grazie ai paesaggi incontaminati, al fresco estivo che contrasta con le ondate di caldo dell’Europa meridionale e alla debolezza della moneta nazionale.
Secondo le statistiche ufficiali, nel 2024 è stato registrato un nuovo record con quasi 38,6 milioni di pernottamenti, più di dodici milioni dei quali di turisti stranieri, con un aumento del 4,2 per cento rispetto al 2023.
Ma il forte afflusso crea dei problemi in molte località turistiche a causa di infrastrutture spesso inadeguate, soprattutto per quanto riguarda i servizi igienico-sanitari.
In base alla nuova legge, l’importo generato dalla tassa di soggiorno dovrà essere usato per finanziare le infrastrutture turistiche.
I comuni interessati dovranno dimostrare che le loro infrastrutture sono insufficienti per ottenere il via libera del governo.
Una tassa di soggiorno potrebbe essere applicata anche ai passeggeri delle navi da crociera che fanno scalo nei porti norvegesi.
La nuova tassa è osteggiata dagli operatori del settore turistico, preoccupati per le possibili ricadute sugli affari.
Secondo la Confederazione delle imprese norvegesi (Nho), “ci sono sistemi migliori per garantire un turismo sostenibile”.