L’11 dicembre il senato dell’Indiana ha respinto, con il voto contrario della maggior parte dei senatori repubblicani e di tutti quelli democratici, una nuova mappa delle circoscrizioni elettorali dello stato voluta dal presidente Donald Trump, che avrebbe favorito il Partito repubblicano.

Da alcuni mesi Trump sta conducendo una campagna per convincere gli stati controllati dai repubblicani a ridisegnare le loro circoscrizioni elettorali per favorire il partito a livello nazionale.

Il Partito repubblicano dispone attualmente di un’esigua maggioranza di cinque seggi alla camera dei rappresentanti di Washington e potrebbe perderne il controllo durante le elezioni di metà mandato del novembre 2026.

Ad agosto il Texas aveva approvato una nuova mappa delle circoscrizioni elettorali che, secondo le stime, permetterà al Partito repubblicano di ottenere cinque seggi aggiuntivi nelle elezioni di metà mandato.

In Indiana, però, molti eletti repubblicani si erano mostrati riluttanti ad approvare una nuova mappa, attirandosi le ire del presidente.

Il progetto, che secondo le stime avrebbe permesso al Partito repubblicano di ottenere due seggi aggiuntivi, è stato respinto il 12 dicembre dal senato locale con 19 voti a favore e 31 contrari, nonostante i repubblicani disponessero di 40 seggi.

Trump ha reagito alla sconfitta criticando duramente l’attuale leader della maggioranza repubblicana al senato dell’Indiana, Rodric Bray, e aggiungendo che sosterrà “chiunque vorrà candidarsi contro di lui” nelle primarie della prossima primavera.

Si tratta di un’importante battuta d’arresto per il presidente, che, nonostante le minacce, non è riuscito a influire sull’esito della votazione.

In risposta a questa campagna di Trump in tutto il paese, il governatore democratico della California, Gavin Newsom, aveva fatto approvare a novembre, tramite referendum, una nuova mappa delle circoscrizioni elettorali che favorisce il Partito democratico.

Dopo aver ripreso il controllo dell’assemblea locale a novembre, anche i democratici della Virginia stanno valutando la possibilità di ridisegnare le circoscrizioni elettorali dello stato.

Negli Stati Uniti le circoscrizioni elettorali dovrebbero, in linea di principio, essere definite in base a un censimento nazionale effettuato ogni dieci anni, in modo da rispecchiare le caratteristiche demografiche dei vari stati.

Tuttavia, di fatto, i partiti hanno la possibilità di modificare le mappe elettorali con una pratica nota come gerrymandering.