Il 2 febbraio il Giappone ha annunciato la scoperta di terre rare nei suoi fondali marini, a circa seimila metri di profondità, durante una missione esplorativa il cui obiettivo era ridurre la dipendenza da Pechino.

Secondo Tokyo, si è trattato del primo tentativo al mondo di estrarre terre rare in fondali così profondi.

“Sono in corso le analisi per verificare la quantità esatta di terre rare contenute nel campione di fanghi marini”, ha dichiarato Kei Sato, un portavoce del governo, definendo la scoperta “molto significativa”.

Il campione era stato prelevato dalla nave per trivellazione marina Chikyu, che a metà gennaio si era diretta verso l’isola giapponese di Minami Torishima, nell’oceamo Pacifico. Le acque circostanti erano infatti considerate potenzialmente ricche di questi minerali strategici.

L’annuncio arriva in un contesto di forti tensioni tra Tokyo e Pechino. Nelle scorse settimane la Cina, che ha un quasi monopolio nella produzione di terre rare, aveva aumentato la pressione sul Giappone dopo che a novembre la premier giapponese Sanae Takaichi aveva affermato che Tokyo potrebbe reagire militarmente in caso di un attacco contro Taiwan.

In particolare, Pechino aveva bloccato l’esportazione verso il Giappone di prodotti “a duplice uso”, con potenziali applicazioni in ambito militare, alimentando le preoccupazioni di Tokyo su un possibile taglio nelle forniture di terre rare.

Le cosiddette terre rare, 17 elementi chimici non particolarmente rari ma la cui estrazione è difficile e costosa, sono essenziali per vari settori industriali, tra cui quello automobilistico, quello delle energie rinnovabili, quello del digitale e quello della difesa.

Secondo alcune stime, i fondali intorno all’isola di Minami Torishima, nella zona economica esclusiva del Giappone, conterrebbero 16 milioni di tonnellate di terre rare, e questo li renderebbe, secondo il quotidiano economico Nikkei, il terzo giacimento più grande del mondo.

I fondali sarebbero particolarmente ricchi di disprosio, usato per gli smartphone e le auto elettriche, e di ittrio, usato per i laser.

Gli ambientalisti hanno però avvertito che l’estrazione delle terre rare potrebbe danneggiare gli ecosistemi marini.

La questione delle terre rare è oggetto di forti tensioni geopolitiche, con il presidente statunitense Donald Trump che vorrebbe avviare attività estrattive in acque internazionali.