Il 1 febbraio il governo della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) ha affermato di temere un bilancio di “almeno duecento morti” dopo la frana del 28 gennaio in un grande sito minerario per l’estrazione del coltan a Rubaya, nell’est del paese, controllato dal gruppo ribelle Movimento 23 marzo (M23).
Nella città mineraria di Rubaya, nella provincia del Nord Kivu, si produce tra il 15 e il 30 per cento del coltan mondiale. Secondo le stime, la Rdc ospita almeno il 60 per cento delle riserve globali di coltan, un minerale strategico per l’industria elettronica.
L’M23, sostenuto dal Ruanda, aveva assunto il controllo del sito minerario nell’aprile 2024. Secondo alcuni esperti delle Nazioni Unite, il gruppo ribelle si sta finanziando grazie a una tassa sulla produzione e sulla commercializzazione di questo minerale.
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Migliaia di minatori lavorano nel sito di Rubaya in condizioni di grande insicurezza, il più delle volte muniti solo di pale e stivali di gomma.
“Un’enorme frana avrebbe causato almeno duecento morti”, ha affermato il ministero delle comunicazioni di Kinshasa, esprimendo “profondo sgomento per questa tragedia”.
In base alle prime informazioni, nel pomeriggio del 28 gennaio, dopo giorni di forti piogge, nel sito minerario di Luwowo, circa 70 chilometri a ovest del capoluogo Goma, si era staccata una parte della collina.
Secondo alcuni testimoni, una seconda frana si era verificata la mattina del 29 gennaio.
La città mineraria di Rubaya si estende lungo ripide colline solcate da burroni. L’attività estrattiva si svolge tra le colline, con grandi rischi per i minatori.
È un’importante fonte di reddito per gli abitanti della zona, anche se i salari sono molto bassi.
Anche Eraston Bahati, il governatore della provincia del Nord Kivu nominato dall’M23, che aveva raggiunto Rubaya il 30 gennaio, aveva riferito all’Afp di un bilancio di “almeno duecento morti”.
Il 1 febbraio Kinshasa ha invitato la comunità internazionale “a prendere pienamente coscienza del disastro in corso nell’est del paese, conseguenza di un’occupazione armata e di un sistema organizzato di saccheggio da parte dell’M23 e del Ruanda”.
All’inizio del 2025 l’M23 aveva conquistato gran parte delle province del Nord e del Sud Kivu, compresi i rispettivi capoluoghi Goma e Bukavu.