L’Iran non ha cercato di riprendere le sue attività di arricchimento dell’uranio dopo gli attacchi statunitensi e israeliani del giugno 2025, ha affermato in una dichiarazione scritta Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, contraddicendo gli obiettivi della guerra in corso enunciati dal presidente Donald Trump.

“In seguito all’operazione “midnight hammer” (condotta dagli Stati Uniti nel giugno 2025 contro i siti nucleari iraniani, ndr), il programma iraniano di arricchimento dell’uranio è stato annientato. Da allora l’Iran non ha fatto alcun tentativo di riprendere l’arricchimento”, ha affermato Gabbard in una dichiarazione scritta sottoposta alla commissione intelligence del senato, senza però menzionare la cosa durante la sua audizione del 18 marzo.

“Gli ingressi degli impianti sotterranei bombardati sono stati ricoperti di terra e sigillati con il cemento”, ha aggiunto nella dichiarazione scritta.

Quando le è stato chiesto perché non avesse menzionato quei paragrafi durante l’audizione, Gabbard ha risposto che non c’era tempo, senza quindi mettere in discussione la valutazione.

Nel giugno 2025 gli Stati Uniti si erano uniti a Israele per bombardare tre impianti nucleari iraniani, e Trump aveva poi affermato che il programma nucleare dell’Iran era stato “annientato”.

Il 28 febbraio, nel primo giorno di guerra, Trump aveva dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani erano necessari per eliminare la “minaccia imminente” rappresentata da Teheran, citando anche il suo programma nucleare.

Il 17 marzo il direttore del National counterterrorism center (Nctc), Joe Kent, aveva annunciato le sue dimissioni per protestare contro la guerra in Iran, sostenendo che la Repubblica islamica non rappresentasse alcuna minaccia per gli Stati Uniti.

“È chiaro che abbiamo lanciato questa guerra sotto la pressione d’Israele e della sua potente lobby statunitense”, aveva aggiunto.

Durante la sua audizione, Gabbard ha affermato che secondo l’intelligence statunitense “il regime iraniano è fortemente indebolito dagli attacchi statunitensi e israeliani in corso, ma è ancora intatto e, se resterà in piedi dopo la guerra, potrebbe ricostruire le sue forze armate e il suo programma missilistico”.