Berlino e Damasco hanno avviato una collaborazione incentrata sul rimpatrio dei rifugiati siriani che vivono in Germania e sulla ricostruzione della Siria, ha dichiarato il 30 marzo il cancelliere tedesco Friedrich Merz al termine di un incontro nella capitale tedesca con il presidente siriano Ahmed al Sharaa.

Il futuro dei rifugiati siriani in Germania – circa un milione di persone, arrivate principalmente durante la crisi migratoria del 2015 – era al centro della visita di Al Sharaa.

Secondo il presidente siriano, Berlino e Damasco puntano a creare un “modello migratorio circolare che incentivi i siriani a contribuire alla ricostruzione della loro patria, consentendo però a chi vuole restare di farlo”.

Prima di questo viaggio in Germania, Al Sharaa – un ex jihadista che nel dicembre 2024 aveva rovesciato, a capo di una coalizione ribelle, il regime siriano di Bashar al Assad – era stato negli Stati Uniti, in Francia e in Russia con l’obiettivo di riportare la Siria sulla scena internazionale.

Merz ha salutato un “ambizioso programma comune per la ricostruzione e il ritorno dei rifugiati, che ora entrerà nella fase di attuazione”, con una delegazione tedesca che partirà per la Siria “tra pochi giorni”.

Impegnato in un inasprimento della politica migratoria tedesca per contrastare un’estrema destra in forte ascesa, il cancelliere si è detto favorevole a “un’opzione di ritorno affidabile per chi abusa della nostra ospitalità”.

Il ministro dell’interno tedesco Alexander Dobrindt ha poi discusso della questione con Al Sharaa nel pomeriggio del 30 marzo.

Alla fine del 2025 Berlino aveva già firmato un accordo con Damasco sull’espulsione di criminali e altre persone considerate pericolose.

I due leader hanno discusso anche della ricostruzione della Siria, dopo quattordici anni di guerra civile. Merz ha fatto sapere che la Germania stanzierà duecento milioni di euro per progetti relativi all’approvvigionamento idrico e alla costruzione di ospedali in Siria.

Nel paese mediorientale gli scontri sono ancora frequenti, in particolare tra forze governative e combattenti curdi, come anche le violazioni dei diritti umani.

Merz ha quindi esortato Al Sharaa a instaurare un vero “stato di diritto” e a rispettare i diritti di tutti i siriani “indipendentemente dalla loro religione, etnia o sesso”.

“Gli ho spiegato che i nostri progetti futuri dipenderanno dalla capacità della Siria d’instaurare uno stato di diritto, che offra un quadro affidabile sia per l’economia sia per i cittadini”, ha aggiunto.

Il 30 marzo a Berlino si sono svolte varie manifestazioni contro la visita di Al Sharaa, inizialmente prevista a gennaio ma rinviata a causa degli scontri tra forze governative e combattenti curdi.