Il leader dell’est della Libia, il generale Khalifa Haftar, avrebbe acquisito dei droni da combattimento cinesi e turchi, nonostante l’embargo delle Nazioni Unite sulle forniture di armi al paese, secondo un’inchiesta della Reuters.

Immagini satellitari scattate tra la fine di aprile e dicembre del 2025 mostrano almeno tre droni da combattimento nella base aerea di Al Khadim, che si trova nel deserto a circa cento chilometri da Bengasi.

Quello che sembra essere equipaggiamento di controllo per i droni era ancora visibile quest’anno, secondo tre esperti di armi consultati dalla Reuters.

Secondo gli esperti che hanno esaminato le immagini, uno dei droni è molto probabilmente un Feilong-1 di fabbricazione cinese, mentre gli altri due dovrebbero essere dei Bayraktar Tb2 di fabbricazione turca.

La Reuters non ha potuto stabilire chi abbia fornito i droni alle forze di Haftar e quando.

L’embargo sulle armi alla Libia è in vigore dal 2011, quando una rivolta sostenuta dalla Nato aveva rovesciato il regime di Muammar Gheddafi.

Gli aeromobili a pilotaggio remoto (apr) hanno avuto un ruolo significativo durante la guerra civile in Libia, tra il 2014 e il 2020, quando le forze di Haftar avevano cercato di rovesciare il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite a Tripoli. Secondo gli investigatori delle Nazioni Unite, gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto e la Russia avevano fornito sostegno ad Haftar, mentre la Turchia aveva appoggiato il governo di Tripoli. La Cina aveva invece evitato di schiearrsi.

Le parti avevano poi concordato un fragile cessate il fuoco nel 2020, ma sei anni dopo il paese è ancora diviso.