Il 13 aprile papa Leone XIV ha denunciato le violazioni del diritto internazionale commesse da potenze “neocoloniali” in un discorso pronunciato in Algeria, nel primo giorno del suo viaggio in Africa, poche ore dopo aver subìto un attacco verbale del presidente statunitense Donald Trump.

Il primo papa di nazionalità statunitense ha esortato i leader algerini a costruire una società basata sui princìpi di giustizia e solidarietà.

“Oggi questa necessità è più urgente che mai di fronte alle continue violazioni del diritto internazionale e alla diffusione di tendenze neocoloniali”, ha affermato.

Poche ore prima, a bordo dell’aereo diretto ad Algeri, prima tappa di un viaggio di dieci giorni in quattro paesi, il papa aveva dichiarato all’agenzia Reuters che continuerà a condannare la guerra nonostante le critiche di Trump.

Aveva anche sottolineato che il messaggio cristiano continua a essere “strumentalizzato”.

“Non voglio entrare in un dibattito con lui”, aveva affermato, riferendosi a Trump. “Ma il messaggio del Vangelo non dovrebbe essere distorto, come oggi fanno in tanti”.

“Continuerò a esprimermi ad alta voce contro la guerra e a promuovere la pace, il dialogo e le relazioni multilaterali per cercare soluzioni giuste ai problemi”, aveva aggiunto.

“Il messaggio della chiesa, il messaggio del Vangelo e il mio messaggio coincidono: siano benedetti gli operatori di pace”, aveva concluso.

Nelle scorse settimane il papa, originario di Chicago, aveva più volte criticato l’offensiva degli Stati Uniti e d’Israele in Medio Oriente, definendo la minaccia di Trump di distruggere la civiltà iraniana “inaccettabile”, e l’11 aprile era tornato a denunciare la “follia della guerra”.

La sera del 12 aprile, in un’apparente risposta a queste parole, Trump aveva definito Leone XIV un papa “terribile”.

“Papa Leone è debole sulla criminalità e terribile in politica estera”, aveva scritto sul suo social network Truth Social.

“Leone dovrebbe darsi una regolata”, aveva aggiunto. In seguito, davanti alla stampa, aveva detto di non essere un “grande fan” del pontefice.

Dopo l’Algeria, il papa visiterà il Camerun, l’Angola e la Guinea Equatoriale.

“L’obiettivo del viaggio è riportare l’attenzione del mondo sull’Africa”, ha dichiarato alla Reuters il cardinale Michael Czerny, uno stretto collaboratore del papa.