Il 13 aprile la candidata di destra Keiko Fujimori è in leggero vantaggio nelle frammentate elezioni presidenziali in Perù, che porteranno a un ballottaggio il mese prossimo, mentre lo spoglio continua e le operazioni di voto sono state prorogate per decine di migliaia di elettori.

Con poco più del 50 per cento delle schede scrutinate, Fujimori è in testa con circa il 17 per cento dei voti, davanti all’ex sindaco di Lima Rafael López Aliaga (destra) con il 15 per cento e al candidato di centrosinistra Jorge Nieto con il 13 per cento.

In assenza di un chiaro favorito e con nessuno dei candidati in grado di avvicinarsi al 50 per cento necessario per vincere al primo turno, sarà decisivo il ballottaggio del 7 giugno, prolungando l’instabilità politica del Perù, terzo produttore mondiale di rame, in un contesto di aumento della criminalità e della competizione geopolitica tra Stati Uniti e Cina.

Le operazioni di voto per le presidenziali e le legislative sono state prorogate fino alle 18 del 13 aprile per più di 50mila persone che non avevano potuto votare il 12 aprile in alcune zone della capitale Lima a causa di problemi logistici legati alla mancata distribuzione di materiale elettorale.

Roberto Burneo, capo dell’autorità elettorale peruviana Jne, ha annunciato un’azione legale contro l’azienda responsabile dei ritardi.

Molti elettori hanno confermato di non aver potuto votare dopo aver trascorso ore in fila.

Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, condannato per violazioni dei diritti umani, ha espresso la sua solidarietà “a tutti coloro a cui è stato impedito di esercitare il diritto di voto”.

López Aliaga ha invece incitato, in un video pubblicato su X, i suoi sostenitori ad andare a votare sfruttando la proroga.

Molti anni d’instabilità politica nel paese andino hanno minato la fiducia nelle istituzioni e lasciato molti elettori profondamente disillusi.

Dal 2018 in Perù si sono susseguiti ben otto presidenti a causa di procedure d’impeachment, scandali di corruzione e fragili coalizioni di governo.