La tregua tra Stati Uniti e Iran è a rischio dopo che gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave da carico iraniana che cercava di raggiungere il paese in violazione del blocco navale statunitense. Teheran ha promesso di reagire e rifiuta al momento di partecipare a un nuovo ciclo di negoziati di pace.

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano Esmail Baghaei ha affermato che Washington ha dimostrato di non avere intenzioni serie riguardo a una soluzione diplomatica.

Gli Stati Uniti speravano di riprendere i negoziati in Pakistan prima della scadenza della tregua di due settimane in corso, ma Baghaei ha dichiarato che “continuano a mantenere posizioni massimaliste e irragionevoli”.

Una fonte iraniana di alto livello ha riferito alla Reuters che il protrarsi del blocco statunitense dei porti dell’Iran sta minando le prospettive dei colloqui di pace e che le “capacità difensive” di Teheran, compreso il suo programma missilistico, non saranno mai oggetto di negoziazione.

Una fonte della sicurezza pachistana ha rivelato che il principale mediatore del Pakistan, il feldmaresciallo Asim Munir, ha avvertito Donald Trump che il blocco statunitense costituisce un grande ostacolo per il processo di pace.

Gli Stati Uniti avevano infatti mantenuto il blocco dei porti iraniani dopo che l’Iran aveva annunciato la riapertura dello stretto di Hormuz. A quel punto Teheran aveva richiuso lo stretto, dove in tempi normali transita il 20 per cento della produzione mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto.

Il 19 aprile le forze armate statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave da carico iraniana diretta verso il porto di Bandar Abbas, in Iran, mettendo fuori uso i motori. Lo United States central command (Centcom) ha diffuso un video che mostra i marines calarsi sulla nave dagli elicotteri.

L’esercito iraniano ha affermato che la nave proveniva dalla Cina e ha accusato Washington di aver commesso un “atto di pirateria”.

La Cina ha espresso preoccupazione per il sequestro ed esortato le parti a rispettare responsabilmente l’accordo di cessate il fuoco.

Teheran ha quindi respinto nuovi negoziati di pace, citando il blocco, le minacce, le posizioni mutevoli e le richieste eccessive di Washington.

“Non si possono limitare le esportazioni di petrolio dell’Iran e pretendere che tutti gli altri circolino liberamente”, ha scritto sui social media il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref.

In precedenza Trump aveva ribadito la minaccia secondo cui in caso di rifiuto delle condizioni da lui poste gli Stati Uniti bombarderanno tutti i ponti e le centrali elettriche dell’Iran.

Giunta ormai all’ottava settimana, la guerra in Medio Oriente, scatenata dagli Stati Uniti e da Israele, ha causato migliaia di morti e messo a rischio l’approvvigionamento energetico globale, facendo impennare i prezzi del petrolio.