Una marcia per la morte di Keith Scott a Charlotte, in North Carolina, il 21 settembre 2016. (Brian Blanco, Getty Images)
  • 22 Set 2016 12.45

La rabbia di Charlotte

22 settembre 2016 12:45

Seconda notte di violenze e stato d’emergenza in North Carolina, dove l’uccisione di un afroamericano, il 20 settembre, ha fatto scattare proteste e disordini a Charlotte: un manifestante è stato ferito e ora è in condizioni critiche.

La situazione ha spinto il governatore del North Carolina, Pat McCrory, a decretare lo stato d’emergenza e inviare la guardia nazionale in città.

Le manifestazioni a Charlotte sono scoppiate dopo l’uccisione di Keith Lamont Scott, un afroamericano di 43 anni, omicidio su cui le versioni della polizia e dei familiari, oltre che di alcuni testimoni, sono discordanti.

Secondo le forze dell’ordine, Lamont è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco in un parcheggio da poliziotti che stavano cercando un’altra persona e che hanno sparato perché l’uomo si rifiutava di consegnare un’arma che aveva in pugno. Secondo parenti e amici, invece, Lamont aveva in mano un libro. “Hanno tolto il libro e l’hanno rimpiazzato con un’arma”, ha dichiarato Taheshia Williams, un residente del quartiere. “Lui era lì tutti i giorni, seduto, aspettando che il figlio scendesse dall’autobus” di ritorno dalla scuola. Brentley Vinson, l’agente che ha sparato, anche lui un afroamericano, è stato sospeso in attesa dell’esito di una inchiesta amministrativa.

Le foto sono state scattate a Charlotte il 21 settembre 2016.

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