La raccolta delle foglie di tè nelle piantagioni di Pilimathalawa, Sri Lanka, 19 aprile 2017. (Taylor Weidman, Bloomberg/Getty Images)

L’isola del tè

05 maggio 2017 13:00

Nel 1852 James Taylor, proprietario terriero scozzese, approdò sull’isola di Ceylon intuendo che il clima umido e la temperatura fresca offrivano le condizioni ottimali per la produzione di tè. Le piantagioni, cominciate con appena tre ettari di terreno, oggi ricoprono 180mila ettari (circa il 4 per cento) del territorio nazionale, portando l’attuale Sri Lanka a essere uno dei più grandi produttori mondiali di tè.

Negli anni novanta, ha conquistato il primato coprendo il 23 per cento delle esportazioni di tutto il mondo.

Produzione ed esportazione hanno però subìto una battuta d’arresto negli ultimi quattro anni: nel 2013 erano stati prodotti 340mila tonnellate di tè, mentre l’anno successivo il raccolto era già calato a 338mila. Il perdurare della più grave siccità degli ultimi dieci anni e la riduzione della domanda del mercato dovuto a una rigida politica monetaria, ha ulteriormente aggravato la situazione produttiva dell’isola. Nonostante il periodo infelice della storia del tè dello Sri Lanka, le sue miscele rimangono comunque tra le più richieste.

Le foto sono state scattate da Taylor Weidman di Getty Images ad aprile del 2017.

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