La più ricca e antica collezione di ocra, conservata nella grotta Porc-Epic, in Etiopia, aggiunge nuovi tasselli alla storia del colore chiave della pittura rupestre. Questo pigmento naturale, ottenuto da una pietra ricca di ferro, era usato per dipingere scene di caccia sulle pareti delle caverne. La collezione di Porc-Epic è composta da circa quattromila pietre e venti strumenti per la loro lavorazione risalenti a quarantamila anni fa, in un arco temporale di almeno 4.500 anni. Dall’analisi chimica dei reperti, scrive Scientific Reports, è emerso che inizialmente l’ocra era una polvere fina di alta qualità dal colore rosso acceso, mentre verso la fine era di grana grossa, con meno ferro. Quest’evoluzione sembra indicare una buona conoscenza dei diversi tipi di pietre e una capacità di adattarsi alla disponibilità delle materie prime. In assenza di ocra di alta qualità, la pietra non era più macinata ma scheggiata e tagliata.

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Questo articolo è uscito sul numero 1529 di Internazionale, a pagina 111. Compra questo numero | Abbonati