Veiller sur elle (L’Iconoclaste) di Jean-Baptiste Andrea ha vinto il premio Goncourt 2023, il principale riconoscimento letterario francese. Andrea, anche sceneggiatore e regista, è apprezzato per le sue epopee intime, il suo lirismo rocambolesco e i suoi eroi abbandonati, spesso segnati da un’infanzia spezzata che sfocia nel vagabondaggio, nella creazione artistica, nell’avventura estrema, raccontati con un profondo realismo. Anche Veiller sur elle riprende alcuni di questi aspetti, raccolti nella confessione autobiografica di uno scultore italiano. In lizza per il Goncourt c’era anche Triste tigre (P.O.L), il racconto autobiografico di Neige Sinno sugli abusi sessuali patiti durante la sua adolescenza, che poche ore prima si è aggiudicato il premio Femina. Per completare il quadro dei premi autunnali che chiudono idealmente la rentrée littéraire, Ann Scott si è aggiudicata il premio Renaudot con il suo romanzo Les insolents (Calmann-Lévy), la storia di una compositrice quarantenne che lascia Parigi per reinventarsi in una cittadina bretone.
Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1537 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati