Il 14 marzo, durante la visita di una delegazione turca di alto livello, l’Iraq ha ufficialmente messo fuorilegge il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), un gruppo d’indipendentisti curdi attivo nel nord del Kurdistan iracheno e considerato un’organizzazione terroristica da Turchia, Unione europea e Stati Uniti. Secondo L’Orient-Le Jour, la decisione di Baghdad riflette un miglioramento nelle relazioni con la Turchia, che chiedeva da tempo un provvedimento simile. Al Monitor aggiunge che è anche un segnale della volontà irachena di “far sentire la sua voce sulla presenza militare e sulle operazioni turche nel nord dell’Iraq, garantendo ad Ankara una copertura politica negli attacchi contro il Pkk”. La Turchia conduce regolarmente incursioni aeree nella regione montuosa semiautonoma dell’Iraq, dove ha stabilito degli avamposti militari per impedire ai militanti curdi di oltrepassare la frontiera turca. Un altro obiettivo di Baghdad è controbilanciare l’influenza dell’Iran e garantire la sicurezza di una rete di strade e ferrovie progettata per unire il golfo Persico alla Turchia passando attraverso l’Iraq, conclude il sito panarabo.

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Questo articolo è uscito sul numero 1555 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati