Un drone Predator a Kandahar, in Afghanistan, il 13 giugno 2010.
  • 08 Mar 2016 13.20

Gli Stati Uniti diffonderanno i dati sui morti causati dai droni

08 marzo 2016 13:20

Gli Stati Uniti pubblicheranno per la prima volta i dati sui sospetti terroristi e i civili uccisi dal 2009 a oggi dai bombardamenti con i droni fuori dalle zone di guerra convenzionali. L’ha confermato Lisa Monaco, consigliera di Barack Obama per la sicurezza e la lotta al terrorismo, in una conferenza stampa a Washington.

Le informazioni riguarderanno i bombardamenti avvenuti in paesi come Pakistan, Yemen, Libia e Somalia, paesi dove gli Stati Uniti non sono ufficialmente in guerra. Non saranno inclusi i dati riguardo alle operazioni in Iraq, Afghanistan e Siria. Non si sa ancora quando saranno resi pubblici i documenti, ma Monaco ha dichiarato che saranno disponibili nelle “prossime settimane”.

Monaco ha detto che i dati saranno diffusi ogni anno, anche se lei e i suoi colleghi resteranno in carica solo fino alla fine del 2016. Inoltre non è chiaro se nei nuovi documenti diffusi dall’amministrazione figureranno le operazioni con i droni condotte sotto copertura dalla Cia.

La decisione della Casa Bianca arriva dopo che da anni diverse associazioni per i diritti umani chiedono più trasparenza sulle operazioni con i droni ordinate dalle autorità statunitensi.

“Si tratta di un passo importante, ma bisogna fare di più (…). L’amministrazione dovrebbe anche rendere pubblici i documenti che forniscono la presunta base giuridica per gli attacchi con i droni”, dichiara in un’intervista a The Intercept Jameel Jaffer, avvocato e direttore dell’Unione Americana per le libertà civili (Aclu). “Chi decide di ordinare questi attacchi mortali dovrebbe essere soggetto a un maggiore controllo da parte dell’opinione pubblica, del congresso e, almeno in un alcuni contesti, della magistratura”, ha aggiunto Jaffer.

Per anni, aggiunge The Intercept, le autorità statunitensi hanno fornito cifre contraddittorie sulle morti causate dai droni negli ultimi anni. John Brennan, il direttore della Cia, ha parlato di un numero di vittime civili “a singola cifra”. Ma altri hanno diffuso dati diversi. Nel febbraio 2013 il senatore repubblicano del South Carolina Lindsey Graham, convinto sostenitore dell’uso degli aerei a pilotaggio remoto, ha stimato circa 4.700 vittime dei raid.

Nelle stesse ore in cui c’è stata la conferenza stampa di Monaco, il Pentagono ha confermato una grossa operazione con i droni contro un campo di addestramento del gruppo jihadista Al Shabaab in Somalia. L’attacco, secondo l’esercito statunitense, ha causato 150 morti, anche se i jihadisti hanno ridimensionato il bilancio. Se confermato, sarebbe il più alto numero di morti in un attacco militare statunitense dall’11 settembre.

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