Tre fatti basilari sull’Australia di cui non ero a conoscenza.
Il primo. Esiste un’emittente tv aborigena nazionale. Si chiama Nitv e impiega solo nativi. Ha cominciato a trasmettere nel 2007 dopo anni di campagne per una presenza aborigena nei mezzi d’informazione.
Dopo aver seguito le trasmissioni per qualche giorno, posso concludere che l’emittente mostra nativi più sorridenti che arrabbiati, molti documentari sulla natura, notiziari che si occupano di questioni indigene (ma non solo), programmi culturali che rispecchiano la varietà delle tribù e documentari storici che affrontano il tema della discriminazione in Australia e nel mondo.
Alcuni spot pubblicitari invitano i telespettatori a entrare nell’esercito, altri mostrano i progressi dell’Australia per quanto riguarda il rapporto con gli aborigeni. Nei programmi per bambini, i partecipanti sono incoraggiati a esprimersi usando la lingua della loro tribù. Un anziano li aiuta a contare, e c’è anche un quiz in cui si sfidano nella traduzione di parole inglesi nella loro lingua madre. Il 15 aprile era il turno della lingua waka waka.
Il secondo fatto. Le strutture che ospitano i profughi stranieri in Australia sono gestite da un’azienda privata, la multinazionale britannica Serco. Guardando un programma d’informazione ho scoperto che la gestione delle strutture ha permesso all’azienda di uscire dalla crisi che aveva attraversato negli ultimi anni. A quanto pare le politiche restrittive adottate dall’Australia nei confronti di chi vuole trasferirsi nel paese fanno bene agli affari. Il contratto con Canberra è stato rinnovato nonostante l’evidente fallimento di Serco nel garantire condizioni adeguate di detenzione. Allo stesso tempo, però, la decisione di fermare le imbarcazioni dei migranti provoca una costante riduzione delle persone sotto custodia. Contraddizioni del mondo del profitto.
Il terzo fatto. Tutti gli alberi sempreverdi sono originari dell’Australia, mentre quelli decidui vengono da fuori, importati dai coloni che volevano sentirsi a casa. In questo momento siamo in autunno, e i colori giallo e rosso dominano nelle piccole cittadine vittoriane che risalgono all’ottocento. L’eucalipto, albero originario dell’Australia e famoso in tutto il mondo, ha un’aria familiare per tutti i palestinesi e israeliani che visitano il paese. Una delle sue settecento varianti è stata infatti trasportata in Palestina alla fine dell’ottocento per prosciugare le paludi.
(Traduzione di Andrea Sparacino)
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