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Amira Hass

È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha’aretz e ha una rubrica su Internazionale

Amira Hass

  • 30 Ago 2016 18.25

La protesta dei bambini

Il pomeriggio di lunedì 22 agosto la piccola strada che collega le due principali arterie di Betlemme era intasata in direzione ovest. Le macchine erano ferme. Qualcuno, compreso l’autista di un autobus, cercava di fare inversione. Leggi

  • 22 Ago 2016 19.00

Appunti da Ramallah

Caro diario, è tanto che non ti scrivo. Voglio accennarti alcuni fatti delle ultime settimane. Leggi

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  • 28 Lug 2016 19.15

Cure vietate per gli abitanti di Gaza

Abu Nahla aveva il cancro al seno ed è stata curata con successo in Israele sette anni fa. Da allora ha continuato ad andare con regolarità nello stesso ospedale per i controlli di routine. Ma ormai da mesi le autorità israeliane non le rilasciano un permesso di uscita per andare a fare un controllo importante. Leggi

  • 25 Lug 2016 19.23

Una pallottola vagante

La telefonata è arrivata quando stavo per lasciare Gerusalemme. “Aadel è in città. La figlia di due anni di nostro cugino è stata ferita a Shabura (il campo profughi di Rafah, nella Striscia di Gaza). Aadel è stato l’unico uomo della famiglia autorizzato ad accompagnarla in ospedale. Leggi

  • 18 Lug 2016 19.37

Test di ammissione all’università di Ramallah

Gli aerei da guerra israeliani sono passati sopra le nostre teste più volte durante la mia visita nella regione di Nablus, l’11 luglio. Ma il rombo e la bassa quota degli aerei sono stati una sorpresa solo per me. Leggi

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  • 11 Lug 2016 19.14

Alla fermata dell’autobus

Alla fermata dell’autobus riservata agli israeliani una donna con un paio di jeans e una camicia di colore chiaro impugna un coltello. Leggi

  • 04 Lug 2016 19.48

Una borsa ritrovata

Una mia amica un giorno ha lasciato sul marciapiede un cappello rosso e la borsa. Non so perché, ma avevo la sensazione che la borsa sarebbe ricomparsa, e così è stato. L’appuntamento per recuperare cappello e borsa era in un quartiere israeliano piuttosto povero, e l’isolato era tra i più poveri del quartiere. Leggi

  • 27 Giu 2016 20.13

L’acqua rubata ai palestinesi

Faccio questo lavoro da venticinque anni e le bugie dei portavoce dell’occupazione israeliana continuano a farmi infuriare. Le peggiori sono le bugie sulla carenza d’acqua in Cisgiordania. Ogni anno arriva l’estate e mi tocca scrivere qualche articolo sul tema. Leggi

  • 20 Giu 2016 20.41

Ho infranto il tabù delle violenze sulle donne palestinesi

Nell’ultima settimana ho volutamente infranto un tabù palestinese: ho parlato delle donne che fuggono dalle violenze domestiche rifugiandosi nei checkpoint israeliani, dove impugnano un coltello o cercano di accoltellare un soldato per essere sicure di finire in carcere per qualche mese. Leggi

  • 13 Giu 2016 19.15

La finta normalità di Ramallah

Quando parto dalla Palestina e da Israele temo sempre che lo scoppio di una nuova guerra o un’invasione militare mi lasci intrappolata all’estero. Leggi

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  • 06 Giu 2016 20.19

Il maschilismo di Donald Trump brilla con Shakespeare

L’idea che Donald Trump diventi il prossimo presidente degli Stati Uniti non è più un’allegoria grottesca alla Hieronymus Bosch. È una possibilità incombente, reale, che ha già fatto nascere il sito Maple Match per gli statunitensi che cercano partner canadesi per andarsene dal paese. Leggi

  • 30 Mag 2016 19.52

Le Pantere nere a Broadway

Black panther women, scritto e diretto da Jacqueline Wade, racconta la storia delle donne del movimento delle Pantere nere, soffermandosi sui loro percorsi biografici, personali e intellettuali nella lotta contro la repressione dei bianchi. Ho scoperto che nel movimento c’erano più donne che uomini, ma non se ne parla quanto si dovrebbe. Leggi

  • 23 Mag 2016 21.04

Un regalo per addolcire la vita di una palestinese a New York

Quando Manhattan diventa troppo claustrofobica, si può sempre attraversare il ponte e andare a “little Arabia” (Astoria, Queens) o a “little India” (Jackson Heights). Lì gli edifici sono di dimensioni umane e le persone non sembrano uscite da una rivista di moda. La società dell’immigrazione è perfettamente visibile. Leggi

  • 12 Mag 2016 21.00

La felicità di un bambino è diversa in Palestina e a New York

Il padre fondatore degli Stati Uniti Alexander Hamilton mi ha convinta a smettere di criticare la decisione dei miei giovani amici di non tornare in Israele. Sono entrambi professionisti e accademici di successo che si sono trasferiti a New York con un figlio di tre anni e una generosa borsa per completare gli studi. Leggi

  • 09 Mag 2016 19.12

La fuga dei cervelli dalla Striscia di Gaza

Dieci giorni fa su Haaretz ho scritto che i tunnel della Striscia di Gaza non riflettono soltanto le allucinazioni militari di una società sotto assedio, ma anche il talento e l’inventiva degli abitanti. Senza libertà di movimento, molti di questi talenti vengono soffocati e perduti. Gli abitanti consumano tempo ed energia in attività solitamente semplici come bere acqua (l’acqua corrente non è potabile) o comprare un po’ di verdura (gli ascensori funzionano solo in alcune ore). Leggi

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  • 02 Mag 2016 20.09

A New York le vite dei neri contano ancora troppo poco

L’incontro organizzato dal comitato di lotta alla detenzione di massa e promosso dall’Istituto per la ricerca e gli studi afroamericani della Columbia university, ha attirato poco più di venti persone, in gran parte nere. La delusione del moderatore e dei quattro ospiti – attivisti ed esponenti di associazioni per la tutela delle minoranze – era evidente. Leggi

  • 23 Apr 2016 13.44

A New York la libertà è suonare e votare

Ero sicura di aver fatto la scoperta dell’anno, che avrebbe entusiasmato la redazione di Haaretz. Proprio sotto l’arco del parco di Washington square c’era un pianoforte a coda, e un ragazzo suonava Chopin e Beethoven. Leggi

  • 18 Apr 2016 20.30

Una passeggiata al parco nell’East village

In una domenica fredda ma soleggiata abbiamo fatto una splendida passeggiata nell’East village, al momento meno gentrificato del West village, dove risiedo (temporaneamente). Leggi

  • 11 Apr 2016 20.26

Il vittimismo e la rabbia dividono New York

Il pubblico presente nell’aula magna della City university di New York era composto per il 99 per cento da ebrei, venuti per ascoltare sette scrittori discendenti di sopravvissuti all’olocausto. Nella sala non c’era neanche un afroamericano. Leggi

  • 04 Apr 2016 20.30

Le minoranze non sono tutte uguali

Due incontri a cui ho partecipato a New York hanno confermato un’ovvietà della società statunitense: la minoranza nera e quella asiatico-indiana appartengono a mondi molto lontani. Leggi

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