• 25 Gen 2016 13.06

La paura dei diritti degli altri

Claudio Rossi Marcelli
25 gennaio 2016 13:06

Alla luce del dibattito trentennale sulle unioni omosessuali, mi chiedo: come mai ci sono persone pronte a scendere in piazza contro i diritti degli altri?–Alfredo

“Sensazione di forte preoccupazione, di insicurezza, di angoscia, che si avverte in presenza o al pensiero di pericoli reali o immaginari”. Questa è la definizione di paura secondo il dizionario della lingua italiana Sabatini-Coletti, e questo è anche il motivo principale per cui migliaia di italiani si lasciano convincere da leader religiosi e politici da talk show che riconoscere i diritti degli omosessuali porterà il mondo alla rovina.

Dopo una crisi economica che negli ultimi anni ha logorato la loro fiducia nel futuro, molti non hanno la lucidità e l’ottimismo necessario per accettare con serenità i mutamenti sociali e si rifugiano invece in un atteggiamento tradizionalista e conservatore. A spargere ulteriormente il panico contribuiscono i social network, che come micce in un pagliaio riescono a far passare per una minaccia ai bambini una legge che riconosce l’impegno reciproco tra due persone che si vogliono bene.

Il fatto che il movimento antigay che scenderà in piazza contro il disegno di legge Cirinnà si chiami “Difendiamo i nostri figli” la dice lunga su quanto sia immaginario il pericolo avvertito da queste persone. Un po’ come il patriarca di Mosca che pochi giorni fa ha attribuito al riconoscimento dei diritti lgbt nel mondo occidentale la colpa dell’ascesa del gruppo Stato islamico. La paura ha i suoi motivi, ma un paese civile deve essere in grado di superarla, prima che si trasformi in ottusità.

Questo articolo è stato pubblicato il 22 gennaio 2016 a pagina 12 di Internazionale, con il titolo “La paura dei diritti degli altri”. Compra questo numero| Abbonati

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