Internazionale

sabato 25 maggio 2013 aggiornato alle 03.29

Opinioni »

Giovanni De Mauro

È il direttore di Internazionale. Per scrivere alla rubrica: settimana [at] internazionale.it

Votare

  • 22 febbraio 2013
  • 11.20
  • Email
  • Stampa

Gentile Giacomo Bianchi, nella sua lettera che abbiamo pubblicato la settimana scorsa lei chiede se quello che fa Beppe Grillo sia ammissibile e tollerabile. La risposta è no.

Non si può più chiudere un occhio sulla gestione autoritaria e sbrigativa del suo movimento, sul linguaggio violento, sui suoi toni populisti e qualunquisti. Finché Beppe Grillo era un comico che portava in giro il suo spettacolo aveva tutto il diritto di rifiutare ogni confronto, ma oggi che decine di persone della sua lista stanno per entrare in parlamento, dove si apprestano ad amministrare la cosa pubblica anche per conto di chi non le ha votate, ha il dovere civile di discutere, dialogare, rispondere alle domande.

È vero, i mezzi di informazione hanno spesso distorto in modo strumentale le sue affermazioni, ma non è una buona ragione per rifiutare le interviste. Beppe Grillo giustamente pretende la massima trasparenza da parte di istituzioni e multinazionali, anche per questo dovrebbe essere il primo a offrirla. Propone nuove forme di democrazia partecipativa, è sbagliato che non accetti il dialogo. Era ora che decidesse di sottoporre il suo movimento al voto democratico. Ma la democrazia ha le sue regole. E la prima è che le idee si mettono a confronto e si discutono, pure con gli avversari, e non si impongono dall’alto.

La politica dovrebbe parlare anche ai cuori delle persone, ma sono anni che non ci riesce più. Ancora una volta saremo in molti ad andare a votare solo con la testa. Sarebbe pericoloso, però, scegliere chi ci governerà dando retta a chi grida più forte per farci votare con la pancia.

Internazionale, numero 988, 22 febbraio 2013

Gentile Giacomo Bianchi, nella sua lettera che abbiamo pubblicato la settimana scorsa lei chiede se quello che fa Beppe Grillo sia ammissibile e tollerabile. La risposta è no.

Non si può più chiudere un occhio sulla gestione autoritaria e sbrigativa del suo movimento, sul linguaggio violento, sui suoi toni populisti e qualunquisti. Finché Beppe Grillo era un comico che portava in giro il suo spettacolo aveva tutto il diritto di rifiutare ogni confronto, ma oggi che decine di persone della sua lista stanno per entrare in parlamento, dove si apprestano ad amministrare la cosa pubblica anche per conto di chi non le ha votate, ha il dovere civile di discutere, dialogare, rispondere alle domande.

È vero, i mezzi di informazione hanno spesso distorto in modo strumentale le sue affermazioni, ma non è una buona ragione per rifiutare le interviste. Beppe Grillo giustamente pretende la massima trasparenza da parte di istituzioni e multinazionali, anche per questo dovrebbe essere il primo a offrirla. Propone nuove forme di democrazia partecipativa, è sbagliato che non accetti il dialogo. Era ora che decidesse di sottoporre il suo movimento al voto democratico. Ma la democrazia ha le sue regole. E la prima è che le idee si mettono a confronto e si discutono, pure con gli avversari, e non si impongono dall’alto.

La politica dovrebbe parlare anche ai cuori delle persone, ma sono anni che non ci riesce più. Ancora una volta saremo in molti ad andare a votare solo con la testa. Sarebbe pericoloso, però, scegliere chi ci governerà dando retta a chi grida più forte per farci votare con la pancia.

Internazionale, numero 988, 22 febbraio 2013

  1. Precedente
  2. Successivo

Leggi anche

Commenti

In copertina

Perché rischiamo di perdere la guerra contro il cancro al seno

Perché rischiamo di perdere la guerra contro il cancro al seno

Le donne sono sempre più consapevoli dell’importanza della diagnosi precoce. Ma la mammografia è davvero l’arma più efficace?

Articoli di

  1. Ala al Aswani
  2. Tito Boeri
  3. Michael Braun
  4. Pier Andrea Canei
  5. Manuel Castells
  6. Christian Caujolle
  7. Noam Chomsky
  8. Li Datong
  9. Giovanni De Mauro
  10. Tullio De Mauro
  11. Boubacar Boris Diop
  12. Louise Doughty
  13. Doug Dyment
  14. Goffredo Fofi
  15. John Foot
  16. Keith Gessen
  17. Claudio Giunta
  18. Beppe Grillo
  19. Bernard Guetta
  20. Tim Harford
  21. Amira Hass
  22. Leo Hickman
  23. Christopher Hitchens
  24. Nick Hornby
  25. Jason Horowitz
  26. Will Hutton
  27. Zuhair al Jezairy
  28. Tobias Jones
  29. Eric Jozsef
  30. Paul Kennedy
  31. Rami Khouri
  32. Sivan Kotler
  33. Paul Krugman
  34. Gideon Levy
  35. Farhad Manjoo
  36. Lee Marshall
  37. Tomás Eloy Martínez
  38. Giuliano Milani
  39. Wu Ming
  40. Gerhard Mumelter
  41. Loretta Napoleoni
  42. Jonathan Nossiter
  43. Anahad O’Connor
  44. Laurie Penny
  45. Pia Pera
  46. Anna Politkovskaja
  47. Mark Porter
  48. David Randall
  49. Ahmed Rashid
  50. Philippe Ridet
  51. David Rieff
  52. Claudio Rossi Marcelli
  53. Arundhati Roy
  54. Olivier Roy
  55. Milana Runjic
  56. Yoani Sánchez
  57. Dan Savage
  58. Andrew Sullivan
  59. James Surowiecki
  60. Annamaria Testa
  61. José I. Torreblanca
  62. Juan Villoro
  63. Binyavanga Wainaina
  64. Tony Wheeler
  65. Slavoj Žižek
  66. Giulia Zoli