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Il partito del presidente Nkurunziza ha vinto senza sorprese le elezioni politiche in Burundi


  • 15 Lug 2015 22.56
Difficile fermare gli scontri in Burundi. Il presidente dell’Uganda ha lasciato i colloqui tra le fazioni rivali del Burundi senza che sia stato raggiunto un accordo. Sarà il suo ministro della difesa a portare avanti la mediazione tra il partito al potere e l’opposizione. In aprile nel paese è scoppiata una grave crisi seguita alla decisione del presidente Pierre Nkurunziza di correre per un terzo mandato alle elezioni del 21 luglio.
  • 08 Lug 2015 14.01

Il partito del presidente Nkurunziza ha vinto le elezioni in Burundi

In Burundi il partito al potere ha vinto, come previsto, le elezioni politiche e amministrative. Il partito del presidente Pierre Nkurunziza, il Cndd-Fdd, ha vinto 77 dei cento seggi dell’assemblea nazionale. Il voto era stato boicottato dalla maggior parte dei partiti d’opposizione. Leggi

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  • 06 Lug 2015 17.35

La comunità dell’Africa orientale chiede al Burundi il rinvio delle presidenziali

I leader dei paesi della Comunità dell’Africa orientale (Eac) hanno chiesto di nuovo al governo del Burundi di rinviare le elezioni presidenziali fissate per il 15 luglio. Durante un incontro organizzato a Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, i paesi dell’Eac (Burundi, Ruanda, Tanzania, Kenya e Uganda) hanno nominato il presidente ugandese Yoweri Museveni mediatore nella crisi politica in Burundi, scoppiata alla fine di aprile in seguito alla decisione del presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi a un terzo mandato. Leggi

  • 03 Lug 2015 12.25

Per l’Onu le elezioni in Burundi non sono state libere né credibili

Le elezioni in Burundi non sono state libere né credibili. Lo denunciano le Nazioni Unite, mentre il paese è in attesa dei risultati delle elezioni legislative e amministrative del 29 giugno in un clima teso e violento. Il 1 luglio sei persone sono morte negli scontri tra i manifestanti dell’opposizione e le forze di sicurezza. Il segretario generale Ban Ki-moon aveva chiesto un rinvio del voto, a causa della crisi scoppiata nel paese dopo la decisione del presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi a un terzo mandato. Leggi

  • 02 Lug 2015 13.29

Il Burundi attende i risultati elettorali dopo una giornata di scontri

Il Burundi è in attesa dei risultati delle elezioni legislative e amministrative, che si sono svolte il 29 giugno e sono state boicottate dall’opposizione. Nella capitale Bujumbura è tornata la calma dopo gli scontri di ieri, nei quali sono morte sei persone, tra le forze di sicurezza e i manifestanti che protestavano contro la candidatura del presidente Pierre Nkurunziza a un terzo mandato. In un incidente separato nel distretto di Cibitoke, baluardo dell’opposizione, sette persone sono state ferite in un attacco con una granata contro la polizia.

Una familiare piange una delle vittime degli scontri del 1 luglio a Bujumbura.

La commissione elettorale ha fatto sapere che lo scrutinio dei voti è stato completato a livello locale, ma non è ancora chiaro quando saranno annunciati i risultati. Secondo le previsioni, il Consiglio nazionale per la difesa della democrazia-Forze per la difesa della democrazia (Cndd-Fdd), il partito del presidente, otterrà una vittoria schiacciante.

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  • 29 Giu 2015 17.41

Il Burundi alle urne tra le tensioni

Oggi in Burundi 3,8 milioni di cittadini sono chiamati a votare per le elezioni legislative e amministrative. Il governo si è rifiutato di posticipare il voto, nonostante le richieste della comunità internazionale.

Dopo due mesi di proteste contro la decisione del presidente Pierre Nkurunziza di candidarsi a un terzo mandato, il clima in cui si svolge il voto è molto teso: l’opposizione ha chiesto agli elettori di boicottare le urne e nella notte diversi seggi elettorali sono stati attaccati. A causa delle tensioni e degli episodi di violenza, in diversi seggi sono stati registrati dei ritardi. L’Unione africana (Ua) ha deciso di non mandare i suoi osservatori e in un comunicato ha riaffermato “l’impellente necessità di dialogo e consenso per una soluzione duratura alla crisi in Burundi”. Le elezioni presidenziali dovrebbero svolgersi il 15 luglio.

Elettori in fila in un seggio a Bujumbura.
Una donna vota a Bujumbura.
La polizia burundese sorveglia un seggio a Bujumbura.
  • 29 Giu 2015 09.50

Esplode una bomba all’apertura delle urne in Burundi

Due scrutatori aspettano gli elettori, nel quartiere Musaga della capitale, una zona dove l’opposizione al governo è molto forte. Bujumbura, Burundi, 29 giugno 2015.

Una granata è esplosa questa mattina in un quartiere di Bujumbura, capitale del Burundi e principale scenario delle proteste contro il presidente Pierre Nkurunziza, poco dopo l’inizio delle elezioni parlamentari e amministrative, boicottate dall’opposizione.

Lo ha raccontato un fotografo dell’agenzia francese Afp, che ha sentito la detonazione, ma ancora non sa precisare se ci siano vittime oppure no. Diverse bombe sono esplose nella capitale anche nella notte. Diversi gruppi armati hanno poi assaltato alcuni seggi elettoral. Il direttore generale della polizia, il generale Godefroid Bizimana, ha raccontato che “hanno sparato e lanciato granate, ma gli agenti li hanno respinti” prima che raggiungessero l’edificio.

  • 29 Giu 2015 07.50

Si vota in Burundi, l’opposizione boicotta le elezioni

In Burundi le urne sono aperte dalle 6 (ora italiana), si vota per le elezioni legislative e amministrative nel paese. Il voto si svolge in un clima teso, dopo due mesi di proteste contro la candidatura del presidente Pierre Nkurunziza per un nuovo mandato alle presidenziali che si terranno il prossimo 15 luglio. Nella notte diversi seggi elettorali sono stati attaccati, secondo quanto riferito dalla polizia.

Circa 3,8 milioni di cittadini sono chiamati a votare nel paese. Le autorità burundesi hanno rifiutato di rinviare le elezioni, come richiesto dall’opposizione, che ha deciso di boicottarle. Anche la comunità internazionale, per evitare “un vuoto istituzionale” nel paese, aveva chiesto di rimandare le elezioni, senza sortire in nessun effetto. Gli Stati Uniti hanno sospeso la loro assistenza tecnica alla Commissione elettorale centrale, dicendo che non ci sono “le condizioni necessarie perché si svolgano elezioni credibili”.