La campagna elettorale per le primarie repubblicane è una delle più aspre nella storia statunitense: i candidati hanno già speso cifre da record per le pubblicità al vetriolo contro i loro avversari.
I candidati repubblicani rimasti in gara non si risparmiano colpi. Ma Ron Paul e Mitt Romney sembra che abbiano deciso di darsi una mano.
Anziani, donne e latinos hanno fatto la differenza nella vittoria di Romney, che ottiene il 46 per cento dei voti contro il 32 per cento di Gingrich.
Nell’ultimo giorno di campagna elettorale in Florida, Mitt Romney incassa i sondaggi favorevoli e si lascia andare a previsioni molto ottimistiche sulle primarie di oggi.
Il tasso di disoccupazione è tra i più alti del paese, migliaia di persone sono a rischio pignoramento, le mense scolastiche hanno sempre più bambini indigenti. Si vota in Florida: Mitt Romney e Newt Gingrich devono riuscire a conquistare un elettorato in grave crisi.
L’aspirante candidato presidenziale vuole ripiantare la bandiera statunitense sul nostro satellite. È scienza o fantascienza? Chi vuole sostenere questo sogno può scrivere alla Nasa.
Immigrazione, tasse, patrimoni, il potere delle lobbies e la colonizzazione della Luna. Il dibattito tra Mitt Romney e Newt Gingrich in vista delle primarie in Florida (il 31 gennaio) è stato ampio e aspro. Romney è andato all’attacco per conquistare quei 50 preziosi delegati in palio per il vincitore.
I termini più usati da Obama nel suo discorso sullo stato dell’unione e dai candidati alla nomination repubblicana. Un’infografica.
La vittoria di Newt Gingrich nelle primarie in South Carolina non ha solo riaperto i giochi della nomination repubblicana. Ha anche messo in luce una crisi profonda all’interno del partito stesso. Ora si aspetta il voto della Florida, il 31 gennaio.
L’ex speaker della camera, Newt Gingrich, ha ottenuto una larga vittoria in South Carolina: il 40,4 per cento dei voti. Mitt Romney, arrivato al secondo posto, ne ha presi il 27, 9 per cento.
Il live blog del New York Times sui risultati delle primarie repubblicane.
Concluso anche l’ultimo dibattito, ora si aspetta il voto del South Carolina, il 21 gennaio. A sfidarsi per la nomination repubblicana sono rimasti Mitt Romney, Newt Gingrich, Rick Santorum e Ron Paul.
Alla fine dei conti, per soli 34 voti la prima sfida per la nomination repubblicana è stata vinta in realtà da Rick Santorum.
L’ultimo sondaggio dà Romney in testa per la nomination repubblicana, con il 28 per cento delle preferenze. È seguito da Newt Gingrich (21 per cento) e Rick Santorum (16). Intanto fa discutere l’ammissione del ricco uomo d’affari: ha un patrimonio di circa 250 milioni di dollari, su cui paga circa il 15 per cento di [...]
Nel 2008 gli avversari di Obama avevano giocato contro di lui la carta “estera”, sostenendo che fosse più africano che americano. Ora per criticarlo lo accostano a un altro continente: l’Europa.
Con il 39,4 per cento dei voti, anche il New Hampsire sceglie Mitt Romney. È una vittoria importante: ora è in una posizione dominante per la nomination repubblicana e i suoi avversari sono più deboli. Conquistare anche il South Carolina sarà più facile.
Il punto della situazione nel giorno della seconda primaria repubblicana.
Oggi nel New Hampshire si svolgono le primarie repubblicane. Ecco un riassunto di cosa succederà nei prossimi mesi.
Il capo dello staff di Obama, William M. Daley, si è dimesso proprio all’inizio dell’anno elettorale. Ecco perché.
Il New Yorker ha una nuova sezione dedicata alla politica e in particolare alle prossime elezioni.
Chi sono e cosa vogliono i giovani che stanno facendo tremare il Cremlino alla vigilia delle presidenziali del 4 marzo. Il reportage del New York Magazine