Api schiave Molti vegani non mangiano il miele perché è un prodotto animale, ma il contributo delle api alla nostra dieta va molto al di là di questo. Le colonie di api sono spedite di fattoria in fattoria per aiutare a impollinare enormi quantità di frutta e verdura, massimizzando i raccolti. Prendiamo le mandorle, un importante alimento vegano. Gli alberi fioriscono per circa una settimana e solo i boccioli impollinati possono produrre una mandorla. Per trarre il massimo da ogni albero, le fattorie noleggiano arnie di api da miele in grado di viaggiare per grandi distanze. L’apicoltura migratoria non è vegana, ma è fondamentale affinché queste piante producano una quantità di frutta a guscio sufficiente a nutrire un mondo vegano. Cipolle, cetrioli e avocado sono solo alcuni alimenti che dipendono per l’impollinazione dalle api trasportate.
Possiamo immaginare un mondo in cui un’armata d’impollinatori robot liberi le api dal loro giogo? È improbabile.
Farmaci I vaccini contengono spesso gelatina o uova. Non è consigliabile rifiutare i vaccini per aderire a uno stile di vita vegano, ma un giorno potrebbero essere realizzati dei vaccini senza animali. Le piante di tabacco sono state usate in via sperimentale per produrre i vaccini per il virus zika e la poliomielite. Le cellule delle carote, del riso e del mais sembrano promettenti come bioreattori, fabbriche cellulari in cui particelle simili ai virus possono essere incubate in massa. Questi test sono in fase embrionale e, secondo l’immunologo Stanley Plotkin, non saremo mai in grado di fare affidamento solo sulle piante. Inoltre, è impossibile realizzare i vaccini senza testarli sugli animali. Ci sono speranze di poter sostituire gli animali con organi su chip. La tecnologia è agli albori, ma si basa sulle cellule staminali umane per produrre sistemi simili agli organi che possano essere usati per sperimentare le terapie e adattare i farmaci a particolari pazienti. La strada è ancora lunga, ma sostituendo gli animali nella ricerca farmacologica si potrebbero avere farmaci migliori.
Cibo per animali Secondo Cailin Heinze, nutrizionista veterinaria della Tufts university in Massachusetts, alcuni animali domestici non possono ricavare le sostanze nutritive di cui hanno bisogno da una dieta vegana. In particolare, i gatti e i furetti. Le aziende potrebbero integrare il cibo per gatti con i singoli amminoacidi necessari all’animale, ma l’amminoacido in polvere non ha un buon sapore, dice Heinze. Potremmo lasciare i gatti domestici liberi di andare a caccia, ma decimerebbero la popolazione di uccelli canterini o di altri animali più piccoli, e la sofferenza animale nel mondo non diminuirebbe.
Forse la cosa migliore è avere in casa solo animali naturalmente vegani: “Con i pony risolveremmo il problema”, dice Heinze. I maiali, che sono anche molto intelligenti, possono vivere di sole piante e i conigli sono carini come i gatti.
Alcolici Alcune birre e alcuni vini sono preclusi ai vegani. Alla fine del processo di fermentazione infatti vengono usati la colla di pesce, realizzata con le vesciche dei pesci, la caseina, proveniente dalle proteine del latte, e l’albume dell’uovo. Quest’anno la Diageo ha detto che non userà più la colla di pesce nel processo di filtraggio per la produzione di birra.
**Altri prodotti **Alcuni inchiostri usati per i tatuaggi contengono la glicerina prodotta con il grasso animale, ossa animali o gommalacca derivata dagli insetti. Alcune setole dei pennelli per il trucco possono provenire dalla pelliccia del visone, dello zibellino o dello scoiattolo. I bachi da seta vengono bolliti vivi durante il procedimento di raccolta dei loro bozzoli. La consistenza dei dentifrici si ottiene attraverso la glicerina, che può derivare dalle piante, ma è anche prodotta con il grasso animale. Alcuni ammorbidenti contengono il sego, ottenuto dalla lavorazione del grasso dei bovini o delle pecore. ◆ gim
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Questo articolo è uscito sul numero 1255 di Internazionale, a pagina 42. Compra questo numero | Abbonati