Suuns
Durante la lavorazione dell’ultimo disco, i Suuns hanno cercato di evitare le loro solite sonorità indisciplinate a favore di arrangiamenti più educati e discreti. L’idea alla base di questo cambiamento era costruire un flusso naturale in cui le canzoni suonassero come un’unica composizione coesa. Ma non preoccupatevi: la band psych rock di Montréal non ha abbassato il volume. Ha solo scelto di procedere in maniera più paziente e riflessiva. The witness si presenta come un album immersivo da subito con Third stream, dove alla produzione densa si aggiunge una distorsione avvolgente, abbastanza da far perdere il senso del tempo all’ascoltatore. Oltre alle influenze provenienti dai Clinic, dai Low, da Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd e dal krautrock, il gruppo introduce una nuova sensibilità per il jazz che rende la sua gamma sonora ancora più sofisticata. The witness è un’opera riuscitissima e coinvolgente.
Zara Hedderman, Loud and Quiet
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati