L’industria tessile del Bangladesh, il secondo esportatore di abbigliamento al mondo dopo la Cina, cerca nuovi mercati in Giappone e Corea del Sud per rimediare al calo della domanda da Europa e Stati Uniti, dov’era diretto finora il 70 per cento della merce. A causa dell’inflazione e delle conseguenze delle sanzioni contro la Russia, infatti, la domanda dai paesi occidentali è in forte diminuzione. “La maggior parte delle fabbriche sta ricevendo ordini inferiori al 30 per cento della capacità produttiva”, scrive il Nikkei Asia. Già durante la pandemia le esportazioni del Bangladesh verso i paesi asiatici erano aumentate e questa tendenza continuerà. Il settore tessile è fondamentale per l’economia del paese, e contribuisce a un quinto del pil. Dhaka rischia una crisi economica simile a quelle in corso in Sri Lanka e in Pakistan, e ha chiesto al Fondo monetario internazionale un prestito di 4,5 miliardi di dollari. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1477 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati