“Aumentano i casi di donne incriminate perché fanno uso di droghe mentre sono incinte”, scrive il Washington Post. I procuratori sostengono che questa strategia spinge le donne a farsi aiutare e protegge i feti, mentre le organizzazioni che difendono i diritti delle donne la considerano un’ulteriore criminalizzazione della gravidanza. Al, sito d’informazione dell’Alabama, riporta la storia di Ashley Banks, una donna incinta arrestata per il sospetto che avesse fatto uso di cannabis. In circostanze normali sarebbe uscita dal carcere con una cauzione. Ma ha ammesso di aver fumato cannabis il giorno in cui ha scoperto di essere incinta. Quindi in base alla legge non poteva lasciare il carcere se non entrava in un centro di riabilitazione. È rimasta in prigione per tre mesi.

Questo articolo è uscito sul numero 1478 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati