La morte di Meriem a causa di un aborto clandestino ha suscitato un’ondata d’indignazione in Marocco. La ragazza, una quattordicenne vittima di violenze sessuali, è deceduta a Midelt la notte tra il 6 e il 7 settembre. Maroc Hebdo racconta che il 20 settembre il collettivo femminista Hors-la-loi ha organizzato una giornata di lutto sui social network per rilanciare il dibattito sulla legalizzazione dell’interruzione di gravidanza (consentita solo in caso di pericolo per la salute della donna). Secondo il ginecologo Chafik Chraibi, fondatore dell’Associazione per la lotta contro l’aborto clandestino, ogni giorno nel paese si praticano tra le 600 e le 800 interruzioni di gravidanza non sicure.

Questo articolo è uscito sul numero 1480 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati