Il 27 settembre si sono svolti a Tokyo i funerali di stato dell’ex primo ministro giapponese Shinzō Abe, ucciso a luglio durante un comizio. Alla cerimonia hanno partecipato circa cinquanta tra capi di stato e rappresentanti di governi esteri: c’erano il primo ministro indiano Narendra Modi e la vicepresidente statunitense Kamala Harris. Ma se le celebrazioni all’interno della Budokan arena si sono svolte senza intoppi, fuori migliaia di manifestanti hanno protestato contro la decisione del governo di riservare questo onore ad Abe. “Non solo per i costi ritenuti esorbitanti (11,8 milioni di dollari)”, scrive The Mainichi. “Da quando sono stati provati i legami di Abe con la chiesa dell’unificazione, fondata dal reverendo Moon, l’insofferenza è cresciuta. La cerimonia è percepita come un sostegno al gruppo religioso, che molti in Giappone considerano una setta”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1480 di Internazionale, a pagina 42. Compra questo numero | Abbonati