Nelle torbiere sono immagazzinate enormi quantità di carbonio, più che in tutte le foreste del pianeta. Ma solo il 2o per cento di quelle irlandesi è intatto. (earthobservatory/NASA)

◆ Le torbiere, ecosistemi paludosi caratterizzati da abbondanza d’acqua, occupano circa un quinto delle campagne irlandesi. Per secoli gli abitanti, che consideravano queste aree improduttive, hanno estratto la torba per riscaldare le case. Oggi però preoccupazioni legate alla crisi climatica stanno cambiando le cose. Nelle torbiere, non solo irlandesi, sono infatti immagazzinate enormi quantità di carbonio, più che in tutte le foreste del pianeta.

Quest’immagine, scattata dal satellite Landsat 9 della Nasa, mostra lo sfruttamento delle torbiere vicino a Ballyforan, un villaggio di duecento abitanti nell’Irlanda centrale. Nei terreni in cui sono presenti linee parallele la torba è stata tagliata per produrre mattonelle con cui riscaldare le case. La torba è usata anche per alimentare le centrali elettriche e nell’orticoltura. Prima di estrarla bisogna però drenare l’acqua e rimuovere la copertura di muschio.

“Lo sfruttamento trasforma le torbiere in deserti improduttivi e causa il rilascio di grandi quantità di carbonio”, spiega Florence Renou-Wilson, ricercatrice dello University college di Dublino. Secondo Renou-Wilson, solo il 20 per cento delle torbiere irlandesi, che hanno un ruolo importante anche per la biodiversità, è ancora intatto. Ma le cose stanno cambiando: nel 2021 la principale azienda irlandese di torba ha annunciato la fine delle attività estrattive e l’agenzia irlandese per la protezione dell’ambiente ha avviato alcune iniziative per proteggere le torbiere intatte e cercare di ricostituire quelle sfruttate.–Emily Cassidy (Nasa)

Questo articolo è uscito sul numero 1495 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati