Freetown, 26 novembre (Saidu Bah, Afp/Getty)

“Tentativo di colpo di stato o violazione della sicurezza?”. Secondo il quotidiano sierraleonese Concord Times non è chiaro quale fosse lo scopo delle violenze che il 26 novembre hanno sconvolto la capitale Freetown. Quel giorno un gruppo di uomini armati ha preso d’assalto varie parti della città, tra cui un’armeria militare e una prigione, da cui sono evasi 1.890 detenuti. Ventuno persone sono morte, tra cui 14 soldati e tre aggressori, in quello che il ministro dell’informazione ha definito un “attacco coordinato e ben pianificato”, che secondo gli inquirenti avrebbe potuto innescare un colpo di stato contro il presidente Julius Maada Bio. Almeno un componente della vecchia guardia presidenziale dell’ex presidente Ernest Bai Koroma faceva parte del gruppo armato che ha condotto gli attacchi, ma Koroma si è affrettato a condannare l’accaduto. Rieletto a giugno in un’elezione molto contestata, Bio aveva fatto arrestare già ad agosto 14 alti ufficiali dell’esercito per eversione.

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Questo articolo è uscito sul numero 1540 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati