Il 9 aprile la Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato per la prima volta uno stato, la Svizzera, per “inazione” nei confronti della crisi climatica, accogliendo il ricorso dell’associazione Aînées pour le climat (Anziane per il clima), composta da 2.500 donne svizzere con un’età media di 73 anni. La corte ha stabilito che l’associazione aveva il diritto di presentare ricorso per conto delle persone minacciate dalla crisi. La Cedu, che ha sede a Strasburgo, in Francia, ha il compito di garantire il rispetto della Convenzione europea dei diritti umani. I giudici sono giunti alla conclusione che la Svizzera viola i diritti dei suoi cittadini perché non adempie adeguatamente al suo dovere di proteggerli dalle conseguenze della crisi climatica e viola quindi i loro diritti. Nello specifico, la Confederazione non ha osservato l’articolo 8 della Convenzione, che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Secondo Les Temps ora il governo di Berna deve impegnarsi di più e cambiare il suo atteggiamento rispetto all’emergenza climatica. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1558 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati