Nel Regno Unito, in Svizzera e in Turchia sono stati rinvenuti i resti di tre cani domestici (Canis lupus familiaris) risalenti a un periodo compreso tra 14mila e 16mila anni fa. La scoperta anticipa di oltre cinquemila anni la datazione della prima presenza di cani geneticamente e morfologicamente simili a quelli moderni. Inoltre l’analisi genetica di circa duecento resti fossili di cani e lupi descrive un’antica popolazione eurasiatica di cani domestici che vivevano al fianco dei cacciatori-raccoglitori nel paleolitico, molto prima dell’avvento dell’agricoltura. Quest’alleanza potrebbe aver offerto un nuovo modo di cacciare e una protezione per gli insediamenti. I reperti rivelano inoltre che i cani venivano scambiati tra comunità distanti migliaia di chilometri e talvolta sepolti, segno di una grande importanza culturale. Con la diffusione nel continente delle prime società agricole provenienti dall’Asia sudoccidentale, i cani autoctoni si incrociarono con quelli asiatici: oggi, circa la metà del patrimonio genetico delle razze europee moderne deriva proprio da quegli antichi esemplari europei. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati