◆ L’innalzamento del livello dei mari metterà presto in serio pericolo l’esistenza di Venezia, ma nessuna delle possibili strategie di adattamento è ottimale a livello economico, ambientale e culturale, avverte uno studio pubblicato su Scientific Reports. Il sistema attuale di dighe mobili (Mose) diventerà insufficiente con un innalzamento superiore a cinquanta centimetri, che potrebbe essere raggiunto entro la fine del secolo anche se le emissioni di gas serra fossero limitate. Oltre questa soglia potrebbe essere necessario costruire una diga ad anello intorno al centro storico, che costerebbe fino a 4,5 miliardi di euro e altererebbe drasticamente l’aspetto della città. In alternativa la laguna potrebbe essere completamente separata dal mare chiudendo gli sbocchi e sopraelevando le isole che la delimitano, ma questo comporterebbe una spesa fino a 30 miliardi di euro e avrebbe conseguenze disastrose per l’ecosistema. Entrambe le soluzioni inoltre renderebbero impraticabile il porto di Venezia, un elemento fondamentale per l’identità della città. Con un innalzamento superiore ai quattro metri, che potrebbe essere raggiunto nell’arco di due secoli, l’unica soluzione a lungo termine potrebbe essere trasferire la città e i suoi abitanti nell’entroterra, smontando e rimontando gli edifici di maggiore valore. Dato che serviranno decenni per progettare e realizzare questi interventi, i ricercatori sottolineano che la valutazione dei loro costi e benefici dovrebbe cominciare il prima possibile.

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati