◆ L’altopiano dell’Adrar, nel nord della Mauritania, è una regione remota ma ricca di storia. Nella zona sono stati trovati utensili di pietra risalenti al paleolitico, pitture rupestri neolitiche e resti di città medievali visitate dalle carovane che attraversavano il Sahara.
Il territorio è profondamente modellato dalle forze della natura. Il vento ha scolpito le distese di dune colorate ed esposto uno strato di terreno roccioso scuro detto serir, mentre le valli sono state scavate da fiumi oggi asciutti.
Ma per chi osserva l’altopiano dallo spazio l’elemento più sorprendente è la struttura di Richat, una grande formazione geologica composta da cerchi concentrici. È stata descritta per la prima volta negli anni trenta, ma è diventata famosa come “l’occhio del Sahara” dopo essere stata fotografata dagli astronauti della missione Gemini 4 della Nasa nel 1965.
Un tempo si pensava che la struttura, che ha un diametro di quaranta chilometri, fosse il cratere prodotto dall’impatto di un meteorite, ma in seguito le ricerche hanno mostrato che è il risultato dell’erosione di una cupola formata dall’intrusione del magma. Con il tempo i diversi gradi di erosione dei vari tipi di roccia hanno dato origine alle creste circolari. Le tonalità grigie e arancio corrispondono alla presenza di rocce sedimentarie e ignee nella struttura e nell’area circostante.–Nasa
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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati