La musica del chitarrista polacco Raphael Rogiński e del polistrumentista sloveno Iztok Koren si esprime come un esercizio di ascolto attento e ad alta definizione. In un mondo sovraccarico di stimoli, Nocturnal consolations segue una logica di sottrazione: l’intensità nasce dalla precisione. Ogni gesto e vibrazione restano sospesi, e il senso emerge solo nelle relazioni tra i suoni. Il linguaggio di Rogiński raggiunge una forma quasi cristallina, evidente in The spirit is becoming a desert. Il suo stile oscilla tra ricostruzione ed erosione, attingendo a tradizioni ebraiche, mediorientali ed est europee, ma destabilizzandole. Le melodie si sviluppano con microvariazioni e derive, senza virtuosismo. La tensione nasce dal controllo. Koren trasforma lo spazio sonoro con strumenti diversi, dal sintir alle percussioni. Attriti e vibrazioni rendono il suono fisico, aggiungendo una dimensione materica. La collaborazione tra i musicisti intreccia due traiettorie che s’incontrano e si separano continuamente. Questa musica rappresenta un processo in cui il folk si dissolve e si ridefinisce. Silenzio e microtoni hanno un ruolo centrale, creando uno spazio senza centro. Più che un album, Nocturnal consolations è un ambiente da abitare: non offre significati chiari, ma invita a costruirli, evocando un tempo sospeso e universale.
Ula Nowak, The Quietus

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati