È stata definita la “principessa della fisarmonica”, ma Ksenija Sidorova è una regina a pieno titolo: ambasciatrice mondiale della fisarmonica contemporanea, protagonista di prime assolute di grande livello, capace di aprire gli occhi – e le orecchie – a chi continua a pensare che il suo strumento serva solo per la musica popolare. Questo è il suo terzo album per la Alpha ed è il primo in cui la musica contemporanea è protagonista di tutto il disco. Il programma è decisamente baltico, estone e lituano, per la precisione. Da un lato, Erkki-Sven Tüür e Tõnu Kõrvits, estoni come il direttore, Paavo Järvi; dall’altro, il grande Pēteris Vasks, lettone come Sidorova. L’opera di Tüür, Prophecy, è quella che dà il titolo al disco, un concerto per fisarmonica e orchestra ispirato alla figura ancestrale del veggente: un’inarrestabile esibizione sinfonica in cui la fisarmonica è specchio e riflesso di tutti gli altri strumenti. Poi arrivano le Dances di Kõrvits, ancora ipnotiche, ma in chiave più onirica. Il gran finale è la trascrizione di Klusuma auglis di Vasks, un arrangiamento audace ma convincente in cui la fisarmonica e un vibrafono assumono la parte del coro. Wow!
Pablo del Pozo, Scherzo

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati