Bi Gan, 35 anni, è un prodigioso stregone del cinema. Il suo terzo lungometraggio, che nel 2025 ha ricevuto un premio speciale al festival di Cannes, è una specie di miracolo. Ci conduce in un’odissea in più parti attraverso un secolo di storia del cinema. Lungo il percorso, citando Blade runner e Holy motors, rende omaggio ai fratelli Lumière, a Murnau, a Georges Méliès, e si addentra in un labirinto di generi, dove spie, gangster, spiriti, mostri e vampiri custodiscono le chiavi della popolarità del cinema e della sua capacità di rinnovarsi. Ciò che rende Resurrection più di una semplice lettera d’amore è la malinconica consapevolezza che tale magia ha sempre un prezzo.
Justin Chang, The New Yorker

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati