**Deniz Durukan **

sdraiati a terra

ti darò l’arma che più amo

proteggiti, sì

tutto può cambiare mano

perfino i sogni

un elefante può uscire d’un tratto dalla stanza

con le sue quaranta tonnellate…

hai della dinamite?

ci sei a far esplodere l’aorta a questa vita

di’ un po’, il sultano ha tirato le cuoia?

il suo buffone, il centenario

ha preso in mano il suo piccolo lazzo?

ah, ahmet! tieni aperta la via

sono nella primavera del ‘68, dammi la benzina

dammi benzina e accendino

darò fuoco alle mie mutandine di pizzo

nella concert hall vuota

il portiere dell’albergo ti accoglierà

sì, quello che in tutti i film recita la stessa parte

il cadavere dell’avversario nel proprio campo

quello che non chiude bocca e ti piscia nel subconscio

sì, lui, l’hai riconosciuto?

l’altra sono io

che butta via le scarpe

dalla finestra

mentre dalla fiaba precipita nella vita

a tutte le ragazze del reame:

non lasciate le scarpette sull’uscio della reggia

Deniz Durukan

**Deniz Durukan **

è una poeta turca nata nel 1966 a Istanbul, dove vive. È autrice di saggi letterari e di critica musicale, in particolare sulla scena rock e punk turca. Tra il 2015 e il 2016 ha diretto la rivista di cultura femminista Pulbiber. Questo testo è tratto dalla raccolta _Yakın temas _(“Contatto ravvicinato”, Kırmızı Kedi 2021). Traduzione dal turco di Nicola Verderame.

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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati