Nel 2017 Adèle Yon, sorprendente autrice nata nel 1994 (allieva dell’École normale supérieure, insegnante, scrittrice e cuoca), intraprende una ricerca universitaria sul tema del doppio femminile fantasma nel cinema. Da quel lavoro nasce il suo primo libro, Il mio vero nome è Elisabeth. Nello stesso periodo, in un inquietante gioco di specchi tra finzione cinematografica e memoria personale, Yon viene risucchiata da un dramma familiare: la storia a lungo taciuta di un’antenata considerata pazza, la cui sola evocazione basta a inquietare tutte le giovani donne della famiglia. Questa donna è la sua bisnonna Elisabeth, detta Betsy (1916-1990). Il mio vero nome è Elisabeth è un libro ibrido che mescola inchiesta, documenti d’archivio, racconto autobiografico, saggio e road movie. Più di trent’anni dopo la morte di Betsy, per restituirle un corpo e una storia, la voce vibrante e indignata di Adèle Yon fa a pezzi il romanzo familiare e infrange i silenzi.
Amaury da Cunha, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati