◆ Negli ultimi centocinquant’anni tutta la superficie della Terra è diventata più calda, a parte una regione dell’A­tlantico settentrionale a sudest della Groenlandia che si è raffreddata di circa un grado ed è chiamata “cold blob”. Secondo alcuni il fenomeno è dovuto all’indebolimento del capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (Amoc), un sistema di correnti che trasporta acqua calda e salata dal golfo del Messico all’Atlantico settentrionale, dove si raffredda e sprofonda per poi tornare a sud lungo il fondale. Alcuni scienziati temono che lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia stia rallentando il processo. Un’altra teoria è che il “cold blob” si stia raffreddando perché le sue acque disperdono più calore nell’atmosfera a causa dell’aumento della velocità locale dei venti. Ora uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters ha analizzato i dati satellitari sulla temperatura dell’acqua e altre misurazioni dirette, osservando che il raffreddamento non è limitato alla superficie ma si estende fino a un chilometro di profondità. Secondo i ricercatori questo può essere spiegato solo dal fatto che l’Amoc sta trasportando meno calore nella regione. La scoperta sembra confermare i timori che la corrente si sia già sensibilmente indebolita. Se l’Amoc si arrestasse del tutto le temperature in Europa nordoccidentale potrebbero crollare di diversi gradi e le precipitazioni monsoniche in Africa e Asia subirebbero profonde alterazioni, mettendo a rischio la produzione agricola.

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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati