Air racconta di Paul, un designer di interni che vive nelle isole Orcadi, e di Cohen, direttore della rivista di stile Kūki, venerata da Paul. Sono due uomini maturi e sembrano stanchi di doversi mostrare sempre eleganti e raffinati. Appaiono piuttosto soli. L’estetica di Kūki, incarnata da Paul, è fatta di tappeti in lana di pecora non trattata, ciotole di gres e pane a lievitazione naturale: un’ascetica ricerca stilistica che lentamente scivola nell’esoterismo. Quando Cohen gli procura un incarico, Paul parte entusiasta per la redazione norvegese di Kūki. Dovrà dipingere di un “bianco perfetto” un gigantesco centro dati a Stavanger. Ma quando arriva lì, qualcosa va storto a causa di una tempesta magnetica planetaria e l’uomo scompare. Su un secondo piano narrativo compare un’altra storia: quella di una bambina di nove anni, Ildr, che vive sola nei boschi di un mondo leggendario vicino al polo sud. I lettori professionisti di Kracht avranno molto lavoro da fare. Per tutti gli altri, questo romanzo può semplicemente essere un piacere.
Marie Schmidt, Süddeutsche Zeitung

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati