Christo

Gagosian Gallery, Grosvenor Hill, Londra, fino al 21 agosto

L’artista bulgaro e la compagna Jeanne-Claude hanno impacchettato il mondo intero. Negli anni sessanta Christo provò a impacchettare l’aria, per racchiuderla all’interno di una stanza, ma l’idea originale era limitata da vincoli tecnici. Ora, cinquant’anni dopo la prima proposta all’Institute of contemporary art di Filadelfia, e sei anni dopo la morte du Christo nel 2020, quel progetto vede finalmente la luce. La sala d’ingresso della Gagosian è percorsa da un enorme sacco di polietilene che la divide orizzontalmente in due. L’aria è resa fisica e tangibile dalla presenza visibile del sacco. The Guardian


Tre mostre al Grand Palais

Parigi, Prouvost e Shawky fino al 26 luglio; Erlich fino al 6 settembre

Installazioni monumentali, opere che fondono suoni, immagini e visioni in trompe-l’œil. Le creazioni sensoriali, sconcertanti e mutevoli di Laure Prouvost, Wael Shawky e Leandro Erlich fanno tappa al Grand Palais con tre mostre itineranti provenienti da altri musei. L’artista franco-britannica Prouvost è presente con Nous, frissons d’étoiles, un’installazione monumentale presentata a Berlino nel 2025; Drama 1882 di Wael Shawky, un melodramma girato in un teatro di Alessandria, ha rappresentato il padiglione egiziano alla scorsa Biennale di Venezia; Do you believe what you see? di Leandro Erlich approda al Grand Palais dopo aver affascinato Tokyo, Miami e Milano. Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati