Nachikatsuura, Giappone, 19 giugno 2026 (Artur Widak, NurPhoto/Getty)

Nel tentativo di gestire le conseguenze dell’overtourism e al contempo incentivare i viaggi dei giapponesi all’estero, il governo di Tokyo per la prima volta in 48 anni ha alzato il costo del visto turistico d’ingresso (da tremila a 15mila yen) e diminuito la tassa per il rilascio del passaporto, scrive Nikkei Asia. Sono più di 120 i paesi, tra cui la Cina e le Filippine, i cui cittadini hanno bisogno di un visto per entrare in Giappone. Nel 2025 ne sono stati rilasciati 7,8 milioni, di cui il 78 per cento a cittadini cinesi, mentre complessivamente i visitatori sono stati 42,6 milioni. Anche la tassa per chi esce dal paese, imposta a giapponesi e a stranieri, sarà triplicata. Il numero dei giapponesi che viaggiano all’estero, invece, è in calo, nonostante il passaporto nipponico sia tra i più potenti al mondo. Nel 2025 solo il 18 per cento dei cittadini lo possedeva. Il governo punta ad attirare 60 milioni di visitatori stranieri entro il 2030. Ma i voli internazionali sono sostenuti sia dalla domanda dei giapponesi diretti all’estero sia dai visitatori provenienti da fuori. Se i giapponesi continuano a non viaggiare possono limitare la capacità del loro paese di attirare gli stranieri.

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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati